DOMENICA I^ DI AVVENTO

Domenica I^ di Avvento

27 novembre 2022

UN’ATTESA FIDUCIOSA

Questa prima domenica del nuovo anno liturgico – inizio del triennio, anno A – ci lancia verso l’ultima venuta del Signore, che sarà manifesta e gloriosa e coinvolgerà tutti gli uomini.
Ritroviamo lo scopo della nostra vita e di tutta la storia.
Il mondo in cui viviamo è fragile, così come la nostra vita.
Solo il Signore che viene porta a compimento il nostro destino e quello di tutta la creazione.
L’Avvento rinnova la fiducia: “Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Non disperdiamoci in ciò che è vano, ma ogni giorno volgiamo il desiderio e lo sguardo verso Colui che ci viene incontro.

Venerdì 2 dicembre

In occasione del centenario della nascita di don Luigi Giussani presso la sala dell’Eracle
alle ore 21.00

Presentazione del libro
“Il Gius” Una vita appassionante

Nel corso della serata saranno eseguiti
brani della musicali cari a Don Giussani.

I fiori della preghiera e della carità

In tutti i mercoledì di novembre

Alle 18,00 recita del Vespro e S. Messa con Catechesi sulla lettera del Vescovo:
“Di una cosa sola c’è bisogno”.

Si ripropone l’iniziativa:

“I Fiori della carità”.

Sul foglio, per aderire all’iniziativa, possiamo scrivere i nomi dei defunti che desideriamo ricordare nella S. Messa

Consiglio Pastorale Parrocchiale

 Si raduna
martedì 29 novembre
alle ore 20,45
presso la Casa Canonica.
All’Odg:
il cammino della nostra
Comunità verso il Natale,
la visita del Vescovo per
rilanciare il lavoro sul Sinodo,
la catechesi,
il riscaldamento degli
ambienti parrocchiali.

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia di Loreo.

Vegliate e tenetevi pronti

Il brano del vangelo è tratto dal discorso escatologico di Matteo, il cui tema centrale è il ritorno glorioso del Signore (cc. 24-25). L’evangelista Matteo – più di Marco e Luca – sente il bisogno di ricordare che la venuta del Signore sarà un momento di giudizio, dunque richiede attesa e vigilanza. Il ritorno del Signore è certo, ma il tempo della sua venuta è imprevedibile, bisogna quindi essere vigilanti e pronti.
L’invito a vegliare è un invito a riflettere sulla provvisorietà e precarietà della vita. La stessa stagione autunnale che stiamo vivendo invita a riflettere sul tempo che passa. Un celebre detto, attribuito al filosofo Eraclito, suona così: «tutto scorre» (panta rei). Nella vita succede come sullo schermo televisivo: i programmi si susseguono rapidamente e ognuno cancella il precedente. Lo schermo resta lo stesso, ma le immagini cambiano. Così è di noi: il mondo rimane, ma noi ce ne andiamo uno dopo l’altro. Dei nomi, volti e notizie che riempiono i giornali e telegiornali di oggi che cosa resterà da qui a qualche anno o decennio? L’uomo è come un disegno creato dall’onda sul bagnasciuga della spiaggia, un disegno che l’onda successiva cancella. Il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno! (1Gv 2,17). Dunque, c’è qualcuno che non passa, Dio, e c’è un modo per non passare del tutto neanche noi: fare la volontà di Dio, credere e aderire a lui, preparare giorno dopo giorno il nostro incontro con lui non rimandando a domani ciò che possiamo fare oggi. Il nostro futuro si gioca tutto nel tempo presente.
Siamo quindi invitati ad attendere la venuta di Gesù vigilando nella speranza, certi che il Figlio dell’Uomo verrà e manifesterà la sua signoria su tutto il creato, la sua vittoria sul male e la morte; vigilando nella fede, perché il Signore verrà all’improvviso non per farci paura ma per darci la nuova vita, promessa a chi lo attende nella fedeltà e nella fiducia; vigilando nella carità, perché Gesù è già presente fra noi, nascosto nelle persone più povere e bisognose, attraverso le quali ci dice: Ogni volta che fai qualcosa di bene a uno di loro, lo fai a me (cfr. Mt 25,40).

Il “colore” dei tempi liturgici

Ci capita più volte, quando con mio marito andiamo a trovare la famiglia di nostro figlio a Milano, di partecipare alla messa domenicale nella loro parrocchia lombarda. Mi scopro sempre un po’ scombinata nei tempi e nei momenti della celebrazione della messa, ancor più se la visita avviene verso metà novembre: l’Avvento lì è già iniziato, mentre le candele della mia “corona d’Avvento” sono ancora spente e non inizieranno a brillare una ad una che a fine mese. E il presepio… mio figlio lo sta già progettando per bene, mentre il mio è ancora imballato nello scatolone. Allora ho cercato di capire. Ho scoperto che a Milano e dintorni seguono il rito ambrosiano, mentre il resto della Chiesa segue il rito romano. E’ la storia che ci spiega le ragioni della diversità, che peraltro è solo formale. Nelle terre in cui si estendeva l’Impero Romano d’Occidente, dall’antichità si è diffusa la così detta Chiesa Latina, che si distingue da quella delle terre dell’Impero Orientale, più variegata nelle tradizioni rituali (bizantina, caldea, copta, maronita, armena). Anche la Chiesa Latina nel tempo ha sviluppato sfaccettature diverse aderendo alla cultura e alle tradizioni dei popoli tra cui si diffondeva. Oggi il rito latino si differenzia in tre rami ufficiali: il rito romano (il più diffuso, discendendo direttamente dalla chiesa romana), il rito ambrosiano (chiesa di Milano e dintorni) e il rito ispano-mozarabico (alcune regioni della Spagna). Durante il Concilio di Trento (1545-63) Da allora il rito ambrosiano è mantenuto nel territorio urbano e rurale della storica arcidiocesi di Milano. Le differenze fra i due riti sono riscontrabili in particolare nel calendario ambrosiano, nel messale e nelle letture. Ci sono poi differenze relative ai paramenti sacri e agli abiti talari per quanto riguarda i colori e gli accessori (ad esempio, per le celebrazioni del Santissimo Sacramento si usa il rosso e non il bianco come nel rito romano). Il rito ambrosiano è fortemente legato alla figura di Cristo ed ha tratti in comune con le liturgie orientali. Veniamo all’Avvento. Il rito romano inizia ai primi vespri dell’ultima domenica di novembre (o della prima di dicembre) e termina prima dei primi vespri di Natale, durando circa 4 settimane. Per la liturgia si usa il colore viola, tranne che per la terza domenica (“Gaudete”) nella quale si usa il rosaceo. Nel rito ambrosiano l’Avvento dura 6 settimane: inizia la prima domenica dopo il giorno di S. Martino e prevede 6 domeniche. Il colore dei paramenti è il morello (viola molto scuro, come le more); solo la sesta domenica si usa il bianco (domenica “dell’Incarnazione”). E’ chiaro che le differenze non sono sostanziali: l’Avvento è sempre l’attesa della venuta di Gesù, ricordando la nascita a Betlemme più di 2000 anni fa, protési alla Sua seconda venuta alla fine dei tempi. Finalmente non mi sento più in ritardo nei preparativi per il Natale.

Laura Zadra


SOLENNITA’ DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

20 novembre 2022

GUARDANDO CRISTO RE IN CROCE

Gesù sulla croce rivela la potenza del suo amore che si consegna al Padre e ci abbraccia con misericordia.
Come per il buon ladrone, anche per noi il gesto più importante è riconoscere Gesù come Signore della vita, mentre viviamo e mentre invochiamo la sua accoglienza in Paradiso.
Guardando Gesù e seguendolo nella Chiesa, impariamo un modo di vivere più umano, più rispondente alle attese del nostro cuore e più fraterno.

Lasciamoci accompagnare dalla memoria di questo Vangelo nella nostra giornata.

Venerdì 2 dicembre

In occasione del centenario della nascita di don Luigi Giussani presso la sala dell’Eracle
alle ore 21.00

Presentazione del libro
“Il Gius” Una vita appassionante

Nel corso della serata saranno eseguiti
brani della musicali cari a Don Giussani.

I fiori della preghiera e della carità

In tutti i mercoledì di novembre

Alle 18,00 recita del Vespro e S. Messa con Catechesi sulla lettera del Vescovo:
“Di una cosa sola c’è bisogno”.

Si ripropone l’iniziativa:

“I Fiori della carità”.

Sul foglio, per aderire all’iniziativa, possiamo scrivere i nomi dei defunti che desideriamo ricordare nella S. Messa

Lunedì 21 novembre

Nel giorno in cui si celebra la
festa della Presentazione al Tempio
di Maria SS.ma, nel Veneto si celebra la
festa della Madonna della Salute a cui è
intitolata la Casa di Cura di Porto Viro.
in tale circostanza alle ore 16,00
il Vescovo Giampaolo celebrerà la Messa
(saletta al 2° piano)

In parrocchia viene sospesa
la Messa delle ore 18,00

Giornata Nazionale della
Colletta Alimentare
 

“Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche, attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno. Non è l’attivismo che salva, ma l’attenzione sincera e generosa. Nessuno può sentirsi esonerato dalla preoccupazione per i poveri e per la giustizia sociale”.
(Papa Francesco)

La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare si svolgerà
sabato 26 novembre
in 10 Supermercati del Basso Polesine

È possibile segnalare la propria disponibilità per i turni nei supermercati cittadini direttamente a Sandro Naia 388 8953277

* * * * *

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia di Loreo.

Oggi sarai con me in paradiso

Il vangelo invita a contemplare Gesù crocifisso, ossia l’esatto contrario di quella che è la concezione comune della regalità. La croce, strumento di una condanna infamante, è lo strumento mediante il quale Gesù rivela il senso autentico della sua regalità. Agli occhi dei capi di Israele, dei soldati e di uno dei malfattori appesi alla croce, Gesù dovrebbe salvare sé stesso, scendere dalla croce e rivelare a tutti che è il Messia. Gesù, però, si era presentato come colui che era venuto per servire e dare la vita; aveva speso la sua vita a favore degli altri. Così, anche in questo momento di sofferenza, continua a pensare agli altri e non a sé stesso. In risposta ai crocifissori, Gesù prega: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno; in risposta a coloro che gli dicono di salvare sé stesso scendendo dalla croce, Gesù rimane sulla croce per donare la salvezza a loro e a tutta l’umanità. In particolare, Gesù dona la salvezza al ladrone pentito, che riconosce le proprie colpe e si apre alla fede in lui: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gesù, accogliendo la sua supplica, si rivela come l’unico vero re e salvatore, che chiama a far parte del suo regno quanti confidano in lui, donando loro la salvezza, oggi, subito.
In questa prospettiva, la domanda più importante da porsi nella festa di Cristo Re non è se egli regni nel mondo, ma se regna dentro di me; non se la sua regalità è riconosciuta dagli stati e dai governi, ma se è riconosciuta e vissuta da me. Cristo è Re e Signore della mia vita? Chi regna dentro di me, chi fissa gli scopi, le priorità: Cristo o qualcun altro? Secondo l’apostolo Paolo esistono due possibili modi di vivere: per sé stessi o per il Signore (Rom 14,7-9). Vivere «per sé stessi» significa vivere un’esistenza chiusa in sé stessa, tesa solo alla propria soddisfazione personale e alla propria gloria. Vivere «per il Signore», invece, significa vivere in vista di lui, per la sua gloria, per il suo regno.
Gesù regna dalla croce, rimane sulla croce per donare la salvezza a tutti, e la salvezza consisterà nel sentirsi dire da lui alla fine della vita: «Oggi sarai con me nel paradiso».

d.G.

Viva Cristo Re

Canto composto durante la guerra contro i cristiani in Messico (1926-1929)

Martedì mi fucileranno
Alle sei del mattino
Perché credo in un Dio eterno
e alla Madonna Guadalupana.

Mi hanno trovato un santino
di Gesù nel cappello
Per questo mi hanno condannato
Perché sono un cristiano

E per questo mi fucileranno
Martedì mattina.
Uccideranno il mio inutile corpo
Ma mai e poi mai la mia anima!

Dirò ai miei giustizieri
che voglio che mi crocifiggano
E una volta crocifisso,
allora, che usino i loro fucili

Addio Sierra di Jalisco
Michoacán e Guanajuato.
Dove ho combattuto il Governo
Che è sempre scappato correndo.

Mi hanno preso in ginocchio
mentre adoravo Gesù Cristo.
Sapevano che non c’era difesa
in quel santo luogo.

Sono contadino per tradizione
Jaliscano di nascita
Non ho altro Dio che Cristo
perché mi ha dato la vita.

Addio Sierra di Jalisco
Michoacán e Guanajuato.
Dove ho combattuto il Governo
Che è sempre scappato correndo.

Mi hanno preso in ginocchio
mentre adoravo Gesù Cristo.
Sapevano che non c’era difesa
in quel santo luogo.

Sono contadino per tradizione
Jaliscano di nascita
Non ho altro Dio che Cristo
perché mi ha dato la vita.

Uccidendomi non finisce
la credenza in Dio eterno30
Molti ci restano lottando,
e altri, ne nascono.

E per questo mi fucileranno
Martedì mattina
Plotone! Pronti! Mirate!

Viva Cristo Re! e Fuoco!


XXXIII^ domenica del tempo ordinario C

XXXIII^ domenica del tempo ordinario

13 novembre 2022

Con la perseveranza salverete la vostra vita

L’anno liturgico volge al termine e il vangelo ci propone la parte iniziale del «discorso escatologico» di Luca (c. 21). Questo discorso, e i testi apocalittici in genere, non intendono offrire un’antici­pazione filmata degli eventi della fine del mondo. Lo scopo di questa letteratura è far riflettere sulla potenza del male e sul senso della vita; è dare conforto ai credenti mediante la promessa della salvezza; è esortare a vivere seguendo la strada che Dio indica per essere suoi testimoni. Gesù, nella pagina evangelica di questa domenica, preannuncia la persecuzione a causa del suo nome, ma al tempo stesso rassicura e incoraggia: Io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Gesù promette il suo aiuto, ma chiede l’impegno a essere perseveranti nella fede. È una perseveranza che riguarda i momenti difficili, ma anche la normale vita quotidiana, che scorre spesso nell’ordinarietà e nella ripetitività. A indebolire la fede e a spegnere l’entusiasmo può bastare il semplice succedersi dei giorni, la monotonia quotidiana. Essere perseveranti significa vivere ogni momento in modo coerente con la propria fede, intesa come adesione al Signore e alla sua Parola; significa concretizzare il comandamento dell’amore nella disponibilità, nel servizio, nel dono di sé.
Gesù con il discorso escatologico non intende terrorizzare, ma scuotere le coscienze e indicare quale è il fine della storia e del mondo. Diversamente da quanto predicano certe sette apocalittiche, Gesù non si è interessato alla fine del mondo, che resta un mistero nascosto nella mente di Dio, si è invece preoccupato di dirci che Dio è «il porto verso cui dobbiamo veleggiare mentre la nostra nave è agitata dai marosi, mentre le ore della notte sembrano non finire mai e i prepotenti vogliono scaraventarci in mare» (R. Guardini). In mezzo all’oscurità e ai marosi della vita risuonano le parole di Gesù: Nemmeno un capello del vostro capo perirà. Gesù ha promesso di rimanere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo e ci invita a non perderci d’animo, a non cedere perché con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Adorazione Eucaristica

E’ ripresa , nella Chiesa di San Bartolomeo,
l’Adorazione Eucaristica settimanale
alla domenica alle ore 17,00.

* * *

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

 14, 21, 28 ottobre
4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia
di 
Loreo.


XXXI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario

6 novembre 2022

IL DIO DELLA VITA

La domanda dei Sadducei sembra furba.
Gesù la scavalca con una bellissima risposta:
il nostro Dio è il Dio che fa vivere, il Dio dei vivi.
Gesù risorto ne è promessa e anticipo.
La morte non è l’ultimo confine, né un abisso nel quale sprofondiamo.
Dio ci fa vivere oltre la morte, per sempre e ci attende per renderci partecipi della sua felicità, fino alla risurrezione dai morti.
Questo orizzonte aperto sostiene la speranza nel cammino di ogni giorno con impegno e dedizione, in comunione con tutti i nostri fratelli e sorelle del tempo e dell’eternità.

I fiori della preghiera e della carità

In tutti i mercoledì di novembre

Alle 18,00 recita del Vespro e S. Messa con Catechesi sulla lettera del Vescovo:
“Di una cosa sola c’è bisogno”.

Si ripropone l’iniziativa:

“I Fiori della carità”.

Sul foglio, per aderire all’iniziativa, possiamo scrivere i nomi dei defunti che desideriamo ricordare nella S. Messa

In questa domenica,
con la messa delle 10,30
inizia l’anno catechistico;
sono invitati tutti i ragazzi
con i loro genitori.
Dopo la Messa, insieme per un momento
di festa e di presentazione.

 

Mercoledì 9 novembre

dalle 19,00 alle 19,30
incontro con i genitori
presso la sala
delle opere parrocchiali

Adorazione Eucaristica

E’ ripresa , nella Chiesa di San Bartolomeo,
l’Adorazione Eucaristica settimanale
alla domenica alle ore 17,00.

* * *

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

 14, 21, 28 ottobre
4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia
di 
Loreo.

Il Dio dei vivi

La disputa fra i sadducei e Gesù, di cui parla il brano evangelico, riguarda la risurrezione. L’esempio portato dai sadducei – che chiedono a Gesù di chi sarà moglie, nell’aldilà, una donna che sulla terra aveva avuto sette mariti – rivela una mentalità che si può incontrare anche oggi in tante persone, che credono sì in Dio, ma fanno fatica ad accettare la risurrezione e la vita eterna, convinte che tutto si concluda con la morte. Questo è il modo di pensare di chi si affida solo alla luce della ragione e dell’esperienza, trasformandole in sorgenti di norme assolute e indiscutibili. Così, tutto ciò che non va d’accordo o non può essere spiegato con esse, viene considerato assurdo; e chi accetta queste verità «strane» è considerato un credulone, incapace di ragionare con la sua testa.
La fede, però, non è una scelta dell’uomo, non è una costruzione razionale, ma dono di Dio, che nasce da lui e dalla sua Parola. Per questo Gesù invita i sadducei e noi, oggi, a guardare con serietà alla realtà della risurrezione e della vita eterna. Gesù ci assicura che la vita terrena non finisce con la morte, ma si prolunga nella vita eterna, in cui giungeranno a maturazione i semi di bene che abbiamo diffuso in questa vita, che hanno dato valore alle nostre giornate, che hanno reso più bello il mondo in cui viviamo.
Nella disputa con i sadducei, Gesù rinuncia a «descrivere» il mondo futuro e la condizione dei risorti. Egli rimanda alla potenza e fedeltà di Dio che preparano per l’uomo un futuro diverso rispetto alla condizione presente. Ne segue che tutte le parole della Scrittura che parlano della risurrezione o del mondo che verrà non sono «descrizioni» di come sarà l’aldilà. Le parole di Gesù non hanno l’intenzione di «descrivere e informare», ma di «sostenere e animare la speranza». Siamo in attesa di un mondo nuovo in cui Dio non cesserà di sorprenderci e rendere gioiosa la nostra vita. Un mondo che non possiamo descrivere, proprio perché legato all’infinita capacità di Dio di sorprenderci.

d.G.

72a Giornata Nazionale del Ringraziamento

 «Coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto» (Am 9,14)

È la festa più importante delle nostre campagne. Le sue radici sono antiche. È il capodanno delle campagne. La celebrazione della giornata del ringraziamento è un anello di una storia straordinaria che ha coinvolto una catena di generazioni di agricoltori che hanno preso coscienza non solo della loro dignità, ma anche del peso della loro presenza organizzata. La giornata del ringraziamento è una festa che è rimasta così come gli agricoltori l’hanno voluta, facendola crescere come una pianta che oggi stende i suoi rami su tutto il territorio nazionale. E’ una giornata in cui fare memoria riconoscente dell’opera buona della creazione, dono di Dio all’umanità, per continuare a vegliare su di essa e per amministrarla con saggezza senza stravolgerla. Ci sono voluti millenni per ricamare le nostre campagne e le nostre colline. Tanti passi misurati dei contadini con le spalle piegate sotto il peso del duro lavoro. Ringraziare perché la terra è dono benedetto: gratitudine a Dio e ai contadini per il loro sapiente lavoro.


XXXI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario

30 ottobre 2022

L’ACCOGLIENZA DI ZACCHEO

Zacchèo, sospinto da curiosità e desiderio, viene riconosciuto
e chiamato dal Signore.
Desideriamo seguire la sua vicenda, ospitando il Signore nella nostra casa e nella nostra vita: fede, amore, fedeltà, preghiera, apertura, accoglienza.
Domandiamo di riconoscere il passaggio e la presenza di Gesù sulla strada della nostra vita.
Domandiamo che il Signore ogni giorno ci renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della nostra fede (2 lettura).

ANNIVERSARIO DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA

Assieme a tutte le Chiese consacrate della nostra Diocesi ricordiamo oggi
la Consacrazione della nostra Chiesa
La nostra Chiesa divenne sede parrocchiale
il 7 settembre 1665.

La chiesa parrocchiale venne ricostruita nel 1726 in stile neoclassico e fu consacrata l’8 settembre 1845
dal vescovo di Chioggia Jacopo De Foretti

I fiori della preghiera e della carità

In tutti i mercoledì di novembre

Alle 18,00 recita del Vespro e S. Messa con Catechesi sulla lettera del Vescovo:
“Di una cosa sola c’è bisogno”.

Si ripropone l’iniziativa:

“I Fiori della carità”.

Sul foglio, per aderire all’iniziativa, possiamo scrivere i nomi dei defunti che desideriamo ricordare nella S. Messa

CAMBIO DELL’ORA
Nella notte fra sabato 29 e
domenica 30 ottobre
le lancette dell’orologio vengono
portate indietro di un’ora.

L’orario delle messe resta  invariato

Martedì 1° Novembre
festa di tutti i Santi
:
Ss. Messe orario festivo

I Santi sono i cristiani che hanno amato Dio
con tutto il cuore e hanno amato il prossimo come se stessi.
Si può? Si può vivere così!
E’una strada aperta, da percorrere
guardando coloro che ci camminano
avanti nell’amore di Dio e del prossimo.

Mercoledì 2 novembre

nella commemorazione
di tutti i fedeli defunti,

SS. Messe in Chiesa San Bartolomeo
ore 8,30 e 15,00

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

 14, 21, 28 ottobre
4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia
di 
Loreo.

Oggi devo fermarmi a casa tua

Il vangelo presenta l’incontro di Gesù con Zaccheo, il «capo» dei pubblicani di Gerico. Per la sua collaborazione con i romani era odiato da tutti e ritenuto un ladro, un peccatore senza speranza di salvezza. Zaccheo desidera vedere Gesù, forse per curiosità o per un vago desiderio di cambiamento. Piccolo di statura e incurante della sua dignità professionale sale su un sicomoro. Zaccheo pensa di passare inosservato, ma la sua presenza non sfugge a Gesù, che lo invita a scendere in fretta: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. Gesù lo chiama per nome, a indicare che è da sempre conosciuto e amato da Dio. Lo sguardo e le parole di Gesù colpiscono nel segno: Zaccheo scende subito e lo accoglie pieno di gioia. All’accoglienza gioiosa di Zaccheo si contrappone però l’atteggiamento scandalizzato dei presenti, che mormorano contro Gesù per il fatto di essere entrato nella casa di un peccatore. Gesù non si scusa né giustifica, la migliore risposta alle mormorazioni è costituita da Zaccheo stesso che promette di dare metà dei suoi beni ai poveri e di restituire il quadruplo di ciò di cui si era appropriato.
L’incontro con Gesù ha cambiato il cuore di Zaccheo, lo ha aperto alla fraternità e alla condivisione. Zaccheo, in fatto di soldi, ora è meno ricco di prima, ma ha conquistato una ricchezza ben più importante e che dà più gioia: ha l’amicizia e il perdono di Dio e l’amicizia e riconoscenza della gente da lui beneficata. Perciò Gesù può concludere: Oggi per questa casa è venuta la salvezza.
Gesù è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. Gesù è venuto duemila anni fa, ma viene continuamente incontro a noi per donarci mediante la sua Parola e i sacramenti salvezza e perdono. Anche per noi, quindi, la gioia dell’incontro con Gesù si può aprire al dono della salvezza; anche il nostro peccato può essere avvolto dalla misericordia di Dio che, non soltanto cancella le colpe, ma infonde novità alla nostra vita, aprendola a una sempre più piena adesione alla sua parola e alla sua volontà.

d.G.

Domenica 6 novembre con la messa della 10,30 inizia l’anno catechistico; sono invitati tutti i ragazzi con i loro genitori.
Dopo la Messa, insieme per un momento di festa e di presentazione.

Mercoledì 9, dalle 19,00 alle 19,30, incontro con i genitori, presso la sala delle opere parrocchiali

ALTRI AVVISI:

Nuova Scintilla

di questa settimana, a pag. 12, invitiamo a leggere  il messaggio che il Vescovo ha rivolto ai giovani.

A pag. 9 alcune esperienze di missione.

Adorazione Eucaristica

Riprende, in questa domenica, alle ore 17, nella Chiesa di San Bartolomeo, l’Adorazione Eucaristica settimanale.

Clarisse

*  Lunedì 31 ottobre ore 20,30 celebrano l’Ufficio delle Letture nella Solennità di Tutti i Santi.

*  Giovedì 3 novembre alle ore 20,30 Adorazione Eucaristica “Torniamo al gusto del pane”.

AVSI

Cena di solidarietà lunedì 7 novembre

dal Kenia sarà presente Antonio Masuri

Responsabile sostegno a distanza


XXX^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXX^ Domenica del Tempo Ordinario

23 ottobre 2022

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

COME FIGLI E FRATELLI

Gesù ci insegna a pregare con l’atteggiamento di figli, con umiltà e fiducia.
Ci presentiamo al Signore non con l’orgoglio delle nostre opere buone, ma con la semplicità dei figli:
quando preghiamo insieme nella Messa, dove Cristo prega con noi e offre al Padre se stesso e la nostra vita.
Quando preghiamo in famiglia: spettacolo di grazia e di unità. Quando preghiamo da soli e in silenzio.
Siamo figli e fratelli. Come non desiderare che tutti gli uomini e le donne nel mondo diventino partecipi di questa esperienza?
Preghiamo e doniamo il nostro sostegno.

Domenica prossima
inizia l’ora solare

 Mercoledì 26 ottobre
si incontrano i catechisti

Mercoledì 2 novembre
la Messa per tutti i defunti
sarà celebrata in Chiesa alle ore 15,00

 Nei mercoledì di novembre
sarà celebrata alle ore 18,00  la
S.Messa in suffragio dei defunti
con l’iniziativa: “I fiori della carità”

Domenica prossima
riprende in parrocchia
l’Adorazione Eucaristica alle ore 17

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

 14, 21, 28 ottobre
4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia
di 
Loreo.

La preghiera del fariseo e del pubblicano

Il vangelo presenta la parabola del fariseo e del pubblicano. Il fariseo, convinto di essere giusto, sta ritto in piedi, esamina la sua vita, e non può fare altro che ringraziare Dio per ciò che di bello e buono trova in essa. In realtà il fariseo, più che ringraziare Dio, elogia sé stesso e si vanta dinanzi a Dio. Il fariseo non prega, non guarda a Dio, non attende nulla da lui, né gli domanda nulla; è così «perfetto» che non ha bisogno di niente, anzi accampa solo diritti, esalta sé stesso e si confronta con gli altri disprezzandoli e criticandoli. In questo suo atteggiamento non c’è nulla della preghiera. Il pubblicano, al contrario, sa di essere peccatore, non ha nulla da vantare, si sente bisognoso di cambiamento e, soprattutto, sa di non poter pretendere nulla, può solo fare affidamento in Dio. Proprio per questo, si ferma in fondo al tempio, si batte il petto e rivolge la sua richiesta di perdono: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Alla fine, il fariseo torna a casa «pieno» di sé stesso e dei suoi meriti, ma «vuoto» di Dio. Al contrario, il pubblicano torna a casa svuotato dei suoi peccati e riempito del perdono e della bontà di Dio, al quale ha aperto il suo cuore con umiltà.
L’insegnamento di Gesù è chiaro: l’unico modo corretto di porsi di fronte al Signore, nella preghiera e nella vita, è quello di sentirsi sempre bisognosi del suo perdono e del suo amore. Bisogna compiere opere buone, ma non si deve vantarle, e non bisogna fare confronti con gli altri.Facendoci un esame di coscienza ci accorgiamo di avere un po’ del fariseo e un po’ del pubblicano, e allora seguiamone gli esempi positivi: come il fariseo, cerchiamo di essere onesti e giusti, di osservare i comandamenti (la parola di Dio); come il pubblicano riconosciamo che quel poco che abbiamo fatto e abbiamo è dono di Dio, e domandiamo per noi e per tutti la sua misericordia.

d.G

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2022

«Di me sarete testimoni» (At 1,8)

Cari fratelli e sorelle!

Queste parole appartengono all’ultimo colloquio di Gesù Risorto con i suoi discepoli, prima di ascendere al Cielo, come descritto negli Atti degli Apostoli: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (1,8). E questo è anche il tema della Giornata Missionaria Mondiale 2022, che come sempre ci aiuta a vivere il fatto che la Chiesa è per sua natura missionaria. Quest’anno essa ci offre l’occasione di commemorare alcune ricorrenze rilevanti per la vita e missione della Chiesa: la fondazione, 400 anni fa, della Congregazione de Propaganda Fide – oggi per l’Evangelizzazione dei Popoli – e, 200 anni fa, dell’Opera della Propagazione della Fede, che, insieme all’Opera della Santa Infanzia e all’Opera di San Pietro Apostolo, 100 anni fa hanno ottenuto il riconoscimento di “Pontificie”.

  1. «Di me sarete testimoni» – La chiamata di tutti i cristiani a testimoniare Cristo
  2. «Fino ai confini della terra» – L’attualità perenne di una missione di evangelizzazione universale
  3. 3. «Riceverete la forza dallo Spirito Santo» – Lasciarsi sempre fortificare e guidare dallo Spirito

Cari fratelli e sorelle, continuo a sognare la Chiesa tutta missionaria e una nuova stagione dell’azione missionaria delle comunità cristiane. E ripeto l’auspicio di Mosè per il popolo di Dio in cammino: «Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!» (Nm 11,29). Sì, fossimo tutti noi nella Chiesa ciò che già siamo in virtù del battesimo: profeti, testimoni, missionari del Signore! Con la forza dello Spirito Santo e fino agli estremi confini della terra. Maria, Regina delle missioni, prega per noi!

FRANCESCO


XXIX^ Domenica del Tempo Ordinario

XXIX^ Domenica del Tempo Ordinario

16 ottobre 2022

VIVERE E COMUNICARE LA FEDE

“Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”.
Ecco il compito della vita:
mantenere, accrescere, trasmettere la fede; condividere con gli altri un rapporto vivo con il Signore Gesù presente.
Paolo dice a Timoteo:
“Rimani saldo in quello che hai imparato… Annuncia la parola”.
La fede si sostiene testimoniandola e comunicandola:
ai figli e alle persone con le quali entriamo in contatto;
non solo con le parole, ma con il senso della vita che possiamo trasmettere.

Pregare senza stancarsi


Gesù invita a pregare senza mai stancarsi e commenta questo invito con la parabola del giudice iniquo e della vedova. Il giudice viene descritto come un uomo senza scrupoli, che pensa solo a sé stesso, al proprio vantaggio e alla propria comodità. Non ha rispetto di Dio e non gli importa di nessuno. La vedova appartiene invece alla categoria di persone che sono considerate deboli dal punto di vista sociale. La sua persona e la sua situazione lasciano il giudice completamente indifferente. Tuttavia, alla fine il giudice accoglie la richiesta e fa avere alla vedova quanto le spetta grazie alla sua insistenza. A smuovere il giudice è stata la volontà di sbarazzarsi del continuo fastidio provocatogli dalla donna ed evitare ulteriori seccature. Gesù conclude: se un uomo iniquo come quel giudice, che non temeva Dio e non si curava di nessuno, si lascia alla fine indurre a fare giustizia dalla preghiera di una povera donna, tanto più Dio esaudirà le preghiere dei suoi figli! L’avere scelto come personaggio di riferimento un giudice senza coscienza e insensibile serve proprio a dare maggiore forza al confronto: se un giudice di questo genere è stato indotto a fare giustizia, tanto più Dio ascolterà le preghiere di coloro che lo invocano. Gesù ci invita a imitare questa vedova e la sua insistenza, e a pregare senza mai stancarsi.
La preghiera non è una delle tante cose che il buon cristiano è chiamato a fare, essa è il cuore della vita cristiana, lo strumento per coltivare le tre virtù che caratterizzano la vita del cristiano: la fede, la speranza e la carità. La preghiera è espressione di fede e fiducia in Dio, manifesta la certezza che le nostre richieste non cadono nel vuoto. La preghiera manifesta la nostra speranza in Dio, come colui che guida la storia di ognuno di noi e che aiuta a superare le prove della vita. La preghiera esprime infine la nostra carità, il nostro amore verso Dio.
Nell’insistenza di questa vedova è racchiuso tutto il disagio di quanti hanno l’impressione che Dio resti indifferente e lontano. Se Dio è giusto, perché l’ingiustizia trionfa nel mondo? Ebbene – risponde la parabola -, continuate a pregare con insistenza e con fiducia, perché l’intervento di Dio è certo. Non solo è certo, ma pronto: Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Il vero problema non è se Dio faccia giustizia sulla terra, perché questo è sicuro. Il vero problema è se il Figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà ancora fede. Come a dire: se Dio sembra assente o tardare non siate inquieti né scoraggiati, preoccupatevi piuttosto della vostra fede.

d.G.

Domenica 23 Ottobre
GIORNATA MISSIONARIA
MONDIALE

Siamo invitati ad elevare al Signore
la nostra preghiera e a donare
la nostra offerta per le Missioni

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

 14, 21, 28 ottobre
4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia
di 
Loreo.

Fate arrivare la proposta
nelle vostre famiglie,
ai giovani, alle coppie,
a chi magari già convive
e crede che la vocazione
al Sacramento del Matrimonio
possa essere una cosa bella,
importante e da valutare seriamente.


XXVIII^ Domenica del Tempo Ordinario

XXVIII^ Domenica del Tempo Ordinario

9 ottobre 2022

UN’ESPERIENZA DI SALVEZZA

Dieci persone vengono liberate dalla lebbra, ma una sola viene realmente salvata, perché accoglie non solo il miracolo compiuto da Gesù, ma la sua persona:
‘La tua fede ti ha salvato’.
Il Battesimo, evocato dal gesto di Naaman che si lava nel fiume, ci introduce nel fiume della Chiesa.
Non più estranei e ‘tenuti fuori’ come i lebbrosi, ma veniamo introdotti nella Chiesa, per diventare comunicatori della fede e della speranza cristiana, nella garanzia che viene dal rapporto con l’autorità, Papa con vescovi e sacerdoti uniti con lui. (‘Presentatevi ai sacerdoti’).

Monastero delle Clarisse

Adorazione Eucaristica

giovedì 13 ottobre ore 20,30

“Torniamo  al gusto del pane…”

Diocesi di Chioggia
Vicariato di Loreo

Mercoledì 12 ottobre,
alle ore 18.30
nella nostra Chiesa  

il Vescovo compie la

Celebrazione del mandato
ai catechisti del nostro Vicariato

Percorso Fidanzati

in preparazione alla celebrazione
del Sacramento del Matrimonio
nel nostro vicariato di Loreo:

di venerdì sera, alle ore 21,

 14, 21, 28 ottobre
4, 11, 18, 25 novembre 2022
nella parrocchia di Scalon;

di sabato sera ore 21

14, 21, 28 gennaio
4, 11, 18, 25 febbraio 2023
nella parrocchia di Taglio di Po;

al mercoledì sera ore 21

1, 8, 15, 22, 29, marzo
19, 26 aprile 2023
nella Parrocchia
di
Loreo.

Fate arrivare la proposta
nelle vostre famiglie,
ai giovani, alle coppie,
a chi magari già convive
e crede che la vocazione
al Sacramento del Matrimonio
possa essere una cosa bella,
importante e da valutare seriamente.

La tua fede ti ha salvato

Dieci lebbrosi si avvicinano a Gesù e implorano la guarigione. Gesù mette alla prova la loro fede inviandoli ancora prima di guarirli ai sacerdoti e, lungo la strada, si accorgono improvvisamente che la lebbra è scomparsa, ma uno solo – uno straniero, un samaritano – ritorna sui suoi passi per ringraziare il Signore e rendere gloria a Dio, e solo a questo straniero Gesù dice: La tua fede ti ha salvato. Tutti sono stati guariti, ma uno solo è dichiarato «salvato». La salvezza giunge solo quando il cuore si apre alla fede in Gesù. Il punto centrale di questo episodio sta proprio nell’atteggiamento riconoscente del samaritano, che non è solo un gesto di cortesia, le sue parole e i suoi gesti mostrano che è maturata in lui una nuova e più piena conoscenza di Gesù: si prostra infatti con la faccia a terra in gesto di adorazione, e da gloria a Dio che in Gesù si è reso presente per salvare. Ringraziarlo non è tanto pronun­ciare la parola «grazie», quanto riconoscerlo per quello che lui è per noi.
All’uomo torna sempre difficile dire «grazie», anche quando il dono ricevuto è grande; l’uomo preferisce dimenticare, è così diventa un ingrato. Per questo Gesù mostra di gradire il gesto del samaritano che torna a dare gloria a Dio, mentre gli reca dispiacere l’ingratitudine dei suoi connazionali. La riconoscenza testimoniata dal samaritano diventa una «ri-conoscenza», ossia una «nuova conoscenza» che lo porta a vedere non solo il miracolo di guarigione che è stato compiuto, ma anche a riconoscere in colui che lo ha compiuto il Salvatore, l’inviato di Dio.
Anche noi dobbiamo imparare a dire «grazie». Dire «grazie» a Dio per il nuovo giorno che ci offre ogni mattina; dire «grazie» in famiglia per i tanti gesti di attenzione e di premura nei nostri confronti; dire «grazie» a chi, nelle varie realtà sociali, si impegna a promuovere il bene comune in modo autentico e disinteressato. Dire «grazie» con la nostra persona, facendo della nostra vita un «rendimento di grazie».
d.G.

Festa della Patrona
Santa Maria Madre della Chiesa


XXVII domenica Domenica del Tempo Ordinario

XXVII^ Domenica del Tempo Ordinario

2 ottobre 2022

Accresci in noi la fede!

Gli apostoli chiedono a Gesù: Accresci in noi la fede! Gesù aveva parlato di perdono e dell’esigenza di offrirlo al fratello «sette volte al giorno» (cfr. 17,4). La richiesta degli apostoli nasce proprio dalla fatica di aprirsi al perdono, dalla fatica di sradicare dal proprio cuore la radice della vendetta e il desiderio di rivalsa. Gesù risponde che le esigenze della sequela sono possibili, basta avere un po’ di fede, di quella fede che riesce a svellere anche un albero dalle radici ben solide come il gelso. La risposta di Gesù suggerisce che il problema non è quello di avere poca o tanta fede, ma semplicemente di averne o non averne, per cui bisogna sempre domandarla. Un solo granellino di fede basta a compiere cose grandi. La fede ha la consistenza di un seme, e come seme ha in sé la forza di operare cose grandi, di sradicare abitudini consolidate per introdurre una mentalità nuova.
Gesù prosegue raccontando la parabola del servo che torna dai campi. Questa parabola presenta a prima vista un’immagine di Dio che sembra quella di un padrone duro ed esigente. Il paragone ha evidentemente dei limiti. Dio non si comporterà mai come questo padrone. La parabola intende descrivere l’atteggiamento dell’uomo verso Dio, che dovrebbe essere senza calcoli, senza pretese. Non si serve il vangelo con lo spirito del lavoratore dipendente: tanto lavoro e tanta paga. Molte volte il cristiano sembra concepire il suo rapporto con Dio come un contratto: prestazione per prestazione, io ti do tanto in servizio e tu mi devi dare tanto in premio. Il vero discepolo di Gesù ha scoperto che Dio è il Signore, e che vale la pena di seguire i suoi insegnamenti. Perciò, al termine del suo lavoro, non può esigere nulla da lui, perché non ha fatto altro che quello che doveva fare.

Diocesi di Chioggia
Vicaria di Loreo

Percorso di formazione
per catechisti
dell’Iniziazione Cristiana

LA PREGHIERA

4° incontro

Esperienza di preghiera

Discepole del Vangelo

Castelfranco Veneto
Istituto religioso di
diritto diocesano

Mercoledì 5 ottobre
dalle 18,30 alle 20,00
presso la
Chiesa parrocchiale
San Bartolomeo Ap.

Festa della Patrona
di Porto Viro

Mercoledì 5 ottobre
ore 21,00
presso la Chiesa di Donada

intervento del Vescovo

Giampaolo Dianin

“La Caritas a Porto Viro:
Vangelo, servizio e responsabilità”


XXVI^ Domenica del Tempo Ordinario

XXVI^ Domenica del Tempo Ordinario

25 settembre 2022

TORNIAMO AL GUSTO DEL PANE

Un pranzo sontuoso.
Alla porta, un uomo povero malato e affamato.
Ciascuno può colmare un poco il dislivello soccorrendo il vicino e il lontano.
La carità trova le sue vie, e sa incontrare sempre una (almeno una!) persona da soccorrere.
Nel pane dell’Eucarestia, Gesù dona se stesso, per nutrirci con la sua presenza, il suo amore, la sua parola: una condivisione che diventa fraternità e dona gioia per la vita altrui e nostra.
Non una vita da spensierati e buontemponi – profeta Amos – ma una strada di vita buona – Paolo a Timoteo.
Il pane sulla tavola e il pane eucaristico sono il segno di questa condivisione.

Il ricco e il povero

Il vangelo presenta la parabola di Epulone e Lazzaro. Epulone è un ricco gaudente e soddisfatto, così concentrato su sé stesso da non accorgersi del povero Lazzaro che giace affamato e malato alla porta di casa sua. Ciò che lo condanna è la sua concentrazione su sé stesso che non gli fa vedere il prossimo che gli sta accanto. Il destino di condanna in cui viene a trovarsi nell’aldilà è conseguenza del profondo egoismo che ha segnato tutta la sua vita e che lo rende, ancora oggi, un’icona dell’uomo egoista. L’egoista è colui che si preoccupa solo di sé stesso, è colui che, ignorando gli altri, dimentica le esigenze della solidarietà che impegna a darsi da fare per il bene di tutti. La vicenda narrata da Gesù si ripete anche oggi. A livello mondiale il ricco e il povero sono il nord e il sud del mondo: il ricco epulone rappresenta l’emisfero nord (Europa occidentale, America, Giappone), il povero Lazzaro, con poche eccezioni, l’emisfero sud (Africa, America latina, l’Asia meridionale). Due personaggi, due mondi: il «primo mondo» ricco gaudente e sprecone, il «terzo mondo» povero e affamato. Lo stesso contrasto si ripete all’interno di ognuno dei due raggruppamenti. Ci sono ricchi epuloni che vivono gomito a gomito con poveri Lazzaro nei paesi del terzo mondo, e il loro lusso solitario risulta ancora più stridente in mezzo alla generale miseria delle masse. E ci sono poveri Lazzaro che vivono gomito a gomito con i ricchi epuloni nei paesi del primo mondo. Nelle cosiddette «società del benessere» persone dello spettacolo, dello sport, della finanza, della grande industria, contano i loro contratti di lavoro a milioni di euro, e tutto questo davanti a milioni di persone che con il loro magro stipendio o la cassa integrazione non sanno come arrivare a pagare l’affitto, i medicinali, gli studi per i loro figli.
Questa denuncia del pericolo che la ricchezza porta in sé conserva intatta la sua carica dirompente. Il cristiano deve guardarsi dal pericolo che la ricchezza lo renda «sazio», cioè dal pericolo che la ricchezza renda il suo cuore duro e insensibile verso i fratelli che si trovano in situazione di bisogno. La parabola non è suggerita da astio verso i ricchi, ma dalla preoccupazione sincera per la loro salvezza. Dio vuole salvare i ricchi dalla loro ricchezza.

Diocesi di Chioggia
Vicaria di Loreo

Percorso di formazione
per catechisti
dell’Iniziazione Cristiana

LA PREGHIERA

3° incontro

EDUCARE
ALLA PREGHIERA
Laboratorio

Don Maurizio Botta

presbitero dei preti
dell’Oratorio

Martedì 27 settembre
dalle 18,30 alle 20,00
presso le
Opere Parrocchiali