XXV^ del Tempo Ordinario

XXV^ del Tempo Ordinario

18 settembre 2022

SCALTREZZA E DECISIONE

Di quanta intelligenza e scaltrezza c’è bisogno per vivere?
Gesù ci mette in paragone con chi usa intelligenza e scaltrezza per salvarsi da situazioni difficili anche attraverso l’imbroglio.
Usiamo per il bene quello che altri usano per il male!
Uno spunto di intelligenza, un lampo di decisione, una presa di iniziativa che smuova noi e il mondo attorno.
Non basta stare al balcone (balconear, direbbe papa Francesco).
E’ necessario che ciascuno osservi e si muova in base alla propria vocazione e alle proprie capacità.
Il Vangelo dice: “Sveglia cristiani”.

Nessuno può servire due padroni

Gesù, con parabola dell’amministratore infedele, non intende giustificare nessun tipo di disonestà e truffa. L’attenzione è posta sull’abilità dell’amministratore non sulla sua disonestà, sulla sua furbizia non sul suo imbroglio. È come se Gesù dicesse: sarebbe bello che l’astuzia e abilità, che quell’amministratore ha usato nel male, i discepoli la usassero nel bene. Perché – si domanda Gesù – l’abilità e l’intraprendenza che molti dimostrano nella gestione dei beni di questo mondo non viene esercitata con uguale impegno anche per quanto riguarda la fede e la vita cristiana? Con questa parabola Gesù raccomanda ai discepoli maggiore spirito di iniziativa e una dose più alta di coraggio e sana furbizia nell’agire. Quell’amministratore, davanti a una situazione d’emergenza che metteva in gioco tutto il suo avvenire, ha dato prova di due cose: di estrema decisione e di grande scaltrezza. Ha agito prontamente e con intelligenza per mettersi al sicuro. Questo – dice Gesù – è ciò che dovete fare anche voi per mettere al sicuro non l’avvenire terreno, che dura qualche anno, ma l’avvenire eterno.
La parabola è accompagnata da tre detti di Gesù. Nel primo Gesù invita a farci amici coloro che un giorno possano accoglierci e aiutarci. Questi amici sono i poveri, dal momento che Gesù considera fatto a lui stesso quello che viene fatto al povero. “I poveri – scrive sant’Agostino – sono i nostri corrieri e i nostri facchini, ci permettono di trasferire fin d’ora i nostri beni nella casa che si sta costruendo per noi nell’aldilà”. Il secondo detto invita alla fedeltà e all’onestà nell’amministrare i beni che ci vengono affidati. Chi non è capace di muoversi con onestà e giustizia tra le cose di questo mondo, non potrà essere fedele nelle cose più impegnative che si riferiscono al Regno. Il terzo detto afferma che è impossibile servire a Dio e alla ricchezza, perché sia l’uno che l’altra pretendono una dedizione totale. E per ricchezza non dobbiamo intendere il necessario per vivere o quel gruzzolo che si tiene come riserva per gli imprevisti. Il vangelo, quando parla di ricchezza, fa riferimento all’abbondanza sfacciata, ai grandi capitali, agli ingordi che accumulano possesso a possesso, casa a casa. Non si può amare Dio e nello stesso tempo avere come scopo della vita quello di accumulare ricchezze

Diocesi di Chioggia
Vicaria di Loreo

Percorso di formazione
per catechisti
dell’Iniziazione Cristiana

LA PREGHIERA

2° incontro

LA CATECHESI COME
INIZIAZIONE ALLA
PREGHIERA

Don Giorgio Scatto

presbitero della
diocesi di Vicenza
fondatore della comunità
monastica di Marango

Martedì 20 settembre
dalle 18,30 alle 20,00
presso le
Opere Parrocchiali


XXIV^ Domenica del Tempo Ordinario

XXIV^ Domenica del Tempo Ordinario

11 settembre 2022

La misericordia che fa vivere

La misericordia è l’esperienza umana più viva e più pacificante.
Chi si vede accolto e perdonato ricomincia a vivere e riprende le sue energie.
Come nella Chiesa facciamo questa esperienza?
Accolti come figli, senza discriminazioni; messi accanto alle persone da considerare fratelli e sorelle, e lanciati nel mondo con lo stesso sguardo e lo stesso cuore.
Occorre  ritrovare anche personalmente il gesto di Dio che ci abbraccia nel sacramento della Confessione.
Occorre sperimentare la gioia del perdono ricevuto e di quello donato.
Domandiamo la grazia di vivere questo a cominciare dalla nostra famiglia e dalla nostra comunità cristiana

 Domenica 11 settembre
celebriamo a Ca’ Cappellino
la festa patronale della

Natività della Beata
Vergine Maria
.

Il Consiglio delle Conferenze Episcopali
d’Europa propone un gesto comunitario
di solidarietà per l’Ucraina.

La CEI, aderendo all’iniziativa,
invita ad un
momento di adorazione eucaristica
per invocare il dono della pace
in terra Ucraina
nel pomeriggio del giorno
14 settembre
festa dell’Esaltazione della Croce.

Mercoledì 14 settembre
alle ore 17,30
vogliamo vivere insieme
questo momento
di adorazione e di preghiera.

La bontà di Dio

Parabole della misericordia è la denominazione con cui sono comunemente note le tre parabole che l’evangelista Luca presenta nel c. 15: la pecora smarrita, la dramma smarrita e il padre buono. Di fronte a scribi e farisei che si scandalizzavano della sua eccessiva familiarità con i peccatori, Gesù difende il suo comportamento raccontando queste parabole. Dio è un padre buono, ricco di amore e sensibilità verso tutti, soprattutto verso i poveri, i peccatori, gli esclusi, i lontani; Dio è padre di tutti, non fa preferenza di persone, a tutti vuole donare una speranza per la propria vita nel segno dell’accoglienza, della comunione, della salvezza. Se Dio è così, ne segue che anche i suoi figli (= i cristiani) sono chiamati a imitare il suo modo di pensare e agire, coscienti che lui non è un Dio lontano, ma vicino, attento e premuroso.
Dio non chiude mai la porta in faccia al peccatore, la lascia sempre socchiusa e attende con pazienza il suo ritorno. Come Dio è sempre pronto e disposto a perdonare e a ridare nuova fiducia a chi ha sbagliato, così deve comportarsi ogni cristiano nei confronti del prossimo. E non solo nei confronti di quanti ci sono amici, ma anche nei confronti di quanti consideriamo come nemici e/o avversari. Anzi, soprattutto a questi ultimi si è chiamati a manifestare il proprio perdono, cercando di non coltivare sentimenti di odio e propositi di vendetta, ma invocando per tutti la forza dello Spirito dell’amore. Dio ci chiede, infine, di imitare la sua ricerca della pecora perduta. Nelle nostre comunità non mancano certo i «lontani», persone che si sono allontanate dalla fede e gestiscono la loro vita come se Gesù non fosse mai venuto e non avesse mai parlato. Non si può fingere di non vederli, non ci si può consolare guardando a quanti ancora partecipano alla vita della comunità. Occorre invece darsi da fare perché coloro che si sono allontanati da Dio e dalla vita cristiana possano tornare alla piena comunione con Dio e con noi.

d.G.

Percorso di formazione


XXII^ Domenica del Tempo Ordinario

XXII^ Domenica del Tempo Ordinario

28 agosto 2022

INVITATI AL BANCHETTO

Gesù, invitato a un banchetto, parla a noi come invitati al banchetto della vita e al banchetto eucaristico nella Chiesa.
Proprio perché invitati, non possiamo vivere con presunzione e pretesa, come si trattasse di una conquista e di un privilegio.
E’ invece una grazia da desiderare accogliere e custodire con umiltà e gratitudine ogni domenica e ogni giorno.
Dall’essere invitati e dal trovarci insieme nella Messa, rinasce la comunità cristiana e la nostra missione nel mondo.

 LA FESTA DI SAN BARTOLOMEO

Il Santo Patrono ci parla di una vicinanza particolare e della sua intercessione per noi presso il Padre.
Non è cosa da poco se il Patrono poi è anche un Apostolo.
La festa del Patrono viene ogni anno a lucidare la nostra fede e la qualità della nostra appartenenza a questa Comunità.
Come è andata quest’anno?
Bene, a parere di chi si è lasciato coinvolgere. Bene la preparazione con la proiezione del film sul Beato Olinto Marella e con il concerto – preghiera di martedì 23, e bene la festa  di mercoledì 24.
Un grazie sincero ai diversi collaboratori e una preghiera a San Bartolomeo per la vita della nostra Comunità.

L’ultimo posto e gli ultimi

Il vangelo propone la parabola dei primi posti. Ai tempi di Gesù colui che invitava distribuiva i posti a tavola seguendo un criterio di dignità.  Molti invitati si collocavano ai primi posti, obbligando il padrone di casa a intervenire per ridare ordine alla sua tavola. Purtroppo, l’arrivismo è uno spettacolo quotidiano anche ai nostri giorni: a partire dalla fermata dell’autobus dove si fa a gomitate per salire prima, all’ambiente di ufficio dove si fa lo sgambetto al collega per precederlo nella graduatoria, all’industriale che concorre con la ditta avversaria fino a eliminarla. La malattia della «prima donna» è molto diffusa. Gesù invita invece a ridimensionare questa ricerca dei primi posti, invita al rispetto del fratello e a non usarlo come uno sgabello per salire sempre più in alto.
L’insegnamento di Gesù diviene un’immagine di ciò che potrebbe capitare nel regno di Dio: chi scalpita per avere il primo posto rischia di ritrovarsi all’ultimo posto. Nel mondo degli uomini conta il potente, il raccomandato, mentre il debole e il povero vengono emarginati. Nel mondo di Dio l’ordine è rovesciato: mettiti all’ultimo posto e a servizio dei fratelli, dice Gesù ai discepoli. L’ambizione e l’autoesaltazione devono essere evitate: Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
Gesù si rivolge poi direttamente al padrone di casa dando un consiglio che va contro le normali consuetudini. Di solito si invitano amici, parenti, persone facoltose, che a loro volta restituiscono l’invito. Gesù non condanna né vuole impedire questi modi di tenere relazioni e coltivare amicizie. Ma il suo discorso si fa più esigente, Gesù esorta ad amare tutti come Dio ama ciascuno di noi, un amore attento soprattutto agli ultimi. In un mondo che spinge a farsi avanti a gomitate, a fare carriera a tutti i costi, a scegliersi le conoscenze importanti per salire sempre più in alto, il cristiano è invitato a scegliere «l’ultimo posto e gli ultimi».

d.G.

Ca’ Cappellino

 La Parrocchia di Ca’ Cappellino
si sta preparando alla festa della
Natività di Maria
(Santa Maria nascente)
che si terrà
domenica 11 settembre
con la celebrazione della messa
alle ore 18 e con la Processione.

I SANTI DELLA SETTIMANA

 Lunedì 29 agosto
Martirio di San Giovanni Battista

Giovedì 1° settembre

Oggi ricorrono la
7a Giornata mondiale di preghiera
per la cura del creato e la
17a Giornata per la custodia del creato.

 Sabato 3 settembre

San Gregorio Magno


XXI^ Domenica del Tempo Ordinario

XXI^ Domenica del Tempo Ordinario

21 agosto 2022

 Sforzatevi di entrare  per la porta stretta

La porta stretta sono le circostanze della vita:
bene, male, fatica, opportunità, difficoltà, tentazioni.
La grazia del Signore ci sostiene.
Di fronte alla pigrizia e all’appiattimento alla mentalità del mondo, il Signore Gesù ci scuote continuamente attraverso l’incontro con tante testimonianze e opere di bene che ci fanno scoprire la verità e la bellezza della vita. Accettiamo fatica e correzione, spalancando il cuore per rispondere alla nostra vocazione.

CA’ CAPPELLINO – MEA

  Nel mese di agosto  viene sospesa la celebrazione
della S. Messa nelle frazioni di Mea e Ca’Cappellino.

A San Bartolomeo l’orario delle Messe resta invariato:
al sabato la messa festiva anticipata è alle 18,00 e alla domenica alle 8,30, 10,30, 18,00.

Una passione
per
l’uomo

E’ il tema del Meeting per
l’amicizia tra i popoli che si sta
svolgendo a Rimini,
dal 20 al 25 agosto

I SANTI DELLA
SETTIMANA

Domenica 21 agosto

San Pio X

Nato nel 1835 a Riese,
in provincia di Treviso,
morì il 20 agosto 1914.
Da poche settimane in
Europa era scoppiata la
prima guerra mondiale.

 

Lunedì 22 agosto

B.V. Maria Regina


Mercoledì 24 agosto

San Bartolomeo Ap.

Natanaele, che la tradizione
identifica con Bartolomeo,
è l’israelita autentico che
incontra Gesù e lo riconosce
come Messia atteso.


Sabato 27 agosto

Santa Monica

Madre di Sant’Agostino


Domenica 28 agosto

Sant’Agostino

Agostino d’Ippona è stato
un filosofo, vescovo e teologo
romano di origine nordafricana
e lingua latina.
E’ Padre e Dottore della Chiesa,
detto anche Doctor Gratiae.
È forse il maggiore rappresentante
dei Padri della Chiesa.

NEL TERRENO DELLA VITA

Signore, sono pochi quelli che si salvano?
Colui che rivolge a Gesù questa domanda è convinto che coloro che si salvano siano pochi, e ne chiede conferma. Gesù risponde che è venuto a donare la salvezza a tutti e la paragona a un grande banchetto offerto da Dio.
La salvezza è dono di Dio ma è anche compito dell’uomo, frutto di un costante impegno di conversione e adesione al Signore. Per descrivere il cammino verso la salvezza, Gesù utilizza l’immagine di una «porta stretta» da oltrepassare. La porta che immette alla comunione con Dio è una sola: vivere come figli di Dio, impegnarsi a fare la sua volontà, trasformare la propria fede in gesti concreti di servizio e carità verso il prossimo. Solo seguendo questa via saremo riconosciuti da Gesù e accolti nel suo regno, diversamente ci sentiremo dire: Non so di dove siete. Gesù è cosciente delle esigenze che richiede il cammino verso la salvezza, e proprio per questo dice: Sforzatevi di entrare per la porta stretta. In altre parole, fate ogni sforzo per essere salvati, combattete contro il vostro egoismo e contro le illusioni di una vita che, spesso, è cristiana solo di nome.
Il cammino verso la salvezza comprende la conoscenza della parola di Dio, la partecipazione alla vita sacramentale, la testimonianza cristiana nella vita di ogni giorno. Coloro che il Signore chiude fuori, nella condanna eterna, sono proprio coloro che hanno ascoltato il suo insegnamento e hanno mangiato alla sua presenza, ma non hanno saputo trasformare la propria vita alla luce della Parola ascoltata. Se accade così anche a noi, saremo anche noi «operatori di iniquità», e non potremo entrare nel regno di Dio. A noi quindi il compito di essere cristiani sempre e testimoniare con coerenza il dono della fede.

d.G.


XX^ Domenica del Tempo Ordinario

XX^ Domenica del Tempo Ordinario

14 agosto 2022

RISVEGLIO E PASSIONE

Il cuore di Gesù brucia di amore verso il Padre, e di passione per il destino dell’umanità e di ciascuna persona.
Questo è il ‘fuoco’ che Gesù vuole comunicarci.
Vivere intensamente la vita, accogliendo con fortezza e dedizione le condizioni del vivere quotidiano, godendo dei beni e collaborando al bene di tutti.
Possiamo avere davanti agli occhi tante persone, del passato e del presente, che ci testimoniano un sano impegno di vita: i santi del passato e del presente.
Tante opere di bene, tanta dedizione, tanta passione, che ogni giorno risveglia e rinnova il mondo.

Lunedì 15 agosto 2022
Assunzione  della Beata Vergine Maria

MARIA, IL NOSTRO PASSATO,  PRESENTE, FUTURO

Maria attraversa tutta la nostra vita, fino al compimento finale che è la gloria del Paradiso.
Non cenere, non dispersione nel nulla, ma una vita piena.
Così come Maria è stata ‘piena di grazia’, sulla terra:
rispondendo alla chiamata del Padre, accogliendo il Figlio come Madre,
collaborando con la grazia dello Spirito Santo.
Maria riunisce tutto il nostro passato,
ci accompagna nel presente, ci attende e accoglie per il futuro.

 CA’ CAPPELLINO – MEA

  Nel mese di agosto  viene sospesa la celebrazione
della S. Messa nelle frazioni di Mea e Ca’Cappellino.

A San Bartolomeo l’orario delle Messe resta invariato:
al sabato la messa festiva anticipata è alle 18,00 e alla domenica alle 8,30, 10,30, 18,00.

I SANTI DELLA
SETTIMANA

 Lunedì 15 agosto

Assunzione B. V. Maria

L’Assunzione di Maria
al cielo è la Pasqua della Madre
che partecipa per prima
alla gloria del Figlio.

 

Martedì 16 agosto

San Rocco

San Rocco fu il pellegrino
per eccellenza, e anche il
suo abbigliamento perpetuato
dagli artisti, è restato tipico
del pellegrino: cappello largo,
mantello a mezza gamba,
in mano il bastone, con appesa
la zucca per l’acqua, sotto il mantello,
in cintola, un rosario dai grossi grani,
e sul petto una conchiglia marina,
che era, per il pellegrino, l’indispensabile
strumento per attingere l’acqua,
dalle polle a fior di terra come dai
fiumi impetuosi.

Di distinse per le opere di carità
verso gli appestati.

 

Sabato 20 agosto

San Bernardo di Chiaravalle

Abate e Dottore della Chiesa del XII secolo

Beato Don Sandro Dordi

a Taglio di Donada,
alle ore 21
in sua memoria,
viene celebrata la S. Messa.

 Domenica 21 agosto

San Pio X

Nato nel 1835 a Riese,
in provincia di Treviso,
morì il 20 agosto 1914.
Da poche settimane in
Europa era scoppiata
la prima guerra mondiale.

Sono venuto a portare un fuoco sulla terra

Il Gesù che si mostra nel Vangelo di oggi non è il Gesù che conosciamo, un Gesù misericordioso e amorevole che si rivolge ai peccatori, che cerca coloro che hanno smarrito la strada e si lascia crocifiggere perché gli uomini siano salvati. Gesù dice: Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! … Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. Ci siamo forse sbagliati su Gesù? Era un predicatore fondamentalista che nel suo fanatismo invitava alla guerra santa?
Il fuoco e la divisione di cui parla Gesù non hanno nulla a che fare con i conflitti armati tra nazioni e popoli. Si tratta invece della lotta interiore che ha luogo nei nostri cuori. Il fuoco al tempo di Gesù era simbolo di purificazione, lo paragona infatti a un battesimo. Il fuoco che Gesù porta sulla terra è il fuoco dell’amore: l’amore per Dio, l’amore per il prossimo e per sé stessi. Gesù vuole far ardere di nuovo questo fuoco. Lo stesso vale per la spada e la divisione. La spada era simbolo di decisione. Quindi Gesù invita a prendere una decisione. Dio ci ha creati liberi, siamo quindi in grado di dire “sì” ma anche “no” a Lui. Gesù invita a decidersi per lui, anche se questo può significare venire derisi e umiliati anche all’interno della nostra stessa famiglia.
La fede non è un hobby a cui posso dedicarmi poiché ne sento il desiderio. Gesù intende essere preso sul serio fin nelle cose più piccole della nostra vita quotidiana, non è una mascotte che metto fuori dal cassetto a piacimento e poi di nuovo dentro quando non mi piace. Se Gesù non diventa un amico fidato, se non lo amiamo con amore ardente, se non lasciamo che questo amore sia vivo in noi, allora vedremo solo qualcosa di restrittivo nel nostro cristianesimo. Chiediamo al Signore che ci doni di incontrare testimoni che ardano di amore per Lui, che ci diano il coraggio di seguire la stessa strada e chiediamogli che noi stessi diveniamo per gli altri testimoni credibili.

d.G.

Sere in preparazione alla festa
di San Bartolomeo Apostolo

in parrocchia San Bartolomeo – Porto Viro

Lunedì 22 agosto alle ore 21.00

Presso le Opere Parrocchiali proiezione del film

LA SORPRESA

l’eccezionale storia di P. Olinto Marella

Martedì 23 agosto alle ore 21

In Chiesa, serata  di preghiera, ascolto e riflessione
con la partecipazione del
quartetto di Ottoni e Organo

Mercoledì 24 agosto alle ore 18,00

Solenne Celebrazione presieduta dal nostro Vescovo
e processione in piazza Matteotti con la Statua  del Santo


XIX^ Domenica del tempo ordinario

XIX^ Domenica del tempo ordinario

7 agosto 2022

UNA STORIA, UN COMPITO

Siamo partecipi di una grande storia, una storia buona, come ci suggeriscono le prime due letture che richiamano le vicende dell’antico popolo di Israele.
Questa storia prosegue nella nostra vita personale, nella Chiesa e nel mondo.
Siamo responsabili non solo della nostra vita, ma anche del bene di tutti, a partire dai più vicini “fino agli estremi confini della terra”.
Domandiamo la grazia di partecipare con gioia e vitalità a questa storia, collaborando con i nostri fratelli di fede e con tutti gli uomini di buona volontà.

Gesù invita i discepoli a non avere paura: Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno, e rivolge anche a noi queste stesse parole per infonderci coraggio. La Chiesa nelle difficoltà non deve avere paura e mentre attende il ritorno del Signore è chiamata a diffondere con coraggio il messaggio del Vangelo.
Gesù invita i discepoli anche alla vigilanza: Tenetevi pronti perché nell’ora che non immaginate viene il Figlio dell’uomo. Nessuno di noi sa quando avverrà l’incontro con il Signore e proprio per questo Gesù ci esorta a essere vigilanti illustrando questo invito con tre parabole: la parabola del padrone che ritorna nel cuore della notte, la parabola del ladro che tenta di scassinare la casa e la parabola dell’amministratore infedele. La prime due parabole invitano a essere pronti ad accogliere il Signore quando verrà; la terza qualifica la vigilanza come «servizio fedele»: se il servo al quale è stata affidata l’amministrazione dei beni farà il prepotente e sciuperà i beni del padrone, sarà punito e posto tra i servi infedeli. Il tempo dell’attesa del ritorno del padrone è il tempo della chiesa, tempo nel quale ogni credente è chiamato a vivere con perseveranza e impegno il messaggio del vangelo, per preparare giorno dopo giorno l’incontro con lui.
L’invito alla vigilanza è unito all’esortazione a farsi un tesoro nei cieli. Gesù invita a usare saggiamente i beni di questo mondo, per non perdere di vista ciò che è veramente essenziale e importante. La vera ricchezza è il regno di Dio. Procurarsi questo «tesoro sicuro» significa servire il Signore nelle persone che condividono le nostre giornate, significa prendersi a cuore le situazioni di gioia e dolore con cui veniamo a contatto, significa impegnarsi fattivamente a vivere il comandamento dell’amore. Così, quando giungerà il momento dell’incontro con lui, potremo sperare di sentirci dire: Bene, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo padrone (Mt 25,21).

Ca’ Cappellino
Mea

Nelle domeniche di agosto
viene sospesa la celebrazione
della S.Messa nelle frazioni
di Mea e Ca’ Cappellino

A San Bartolomeo
l’orario delle Messe
rimane invariato

al sabato ore 18,00

alla domenica
8,30 – 10,30 – 18,00

Mercoledì 11 Agosto

Santa Chiara

Il Vescovo celebra
la festa di santa Chiara
con la Messa delle
ore 7,30 presso le Clarisse


XVII° Domenica del Tempo Ordinario

XVII° Domenica del Tempo Ordinario

24 Luglio 2022

DI FRONTE AL PADRE

Gesù sta di fronte alla vita, a cose, persone, avvenimenti, guardando il Padre.
Non insegna una formula di preghiera, ma l’atteggiamento dei figli e dei fratelli.
La preghiera ci educa alla confidenza in Dio e nella sua Provvidenza, all’apertura e alla misericordia verso i fratelli.
Nella preghiera diventiamo collaboratori di Dio per la sua opera di bene nel mondo.
Pregando, scopriamo di essere figli amati e perdonati, rinnoviamo le nostre energie, ritroviamo la chiarezza del cammino e ci abbandoniamo al Padre.

I giovedì di
Santa Chiara

Sono ripartiti i Giovedì
di Santa Chiara,
in preparazione della
festa della Santa.
Quest’anno sono stati
pensati con il
coinvolgimento di
varie parrocchie
della nostra diocesi
di Chioggia, ma
restano aperti a tutti!

Tema di questo anno è:

Con Chiara e Francesco
pellegrini cercatori di Dio

Insieme ci ritroviamo in
questo nuovo percorso.
Pace e ogni bene.

Appuntamento per
la nostra Unità Pastorale

Giovedì 28 luglio
alle ore 21,00
presso la Chiesa
delle Clarisse

Signore, insegnaci a pregare!

Il vangelo presenta la versione lucana del «Padre nostro». I discepoli rimangono colpiti nel vedere Gesù che prega e gli domandano: Signore, insegnaci a pregare! Gesù, con la preghiera del «Padre nostro», insegna ai discepoli quello che bisogna chiedere e lo stato d’animo che deve avere colui che prega. La parola «Padre» sigla l’inizio della preghiera del cristiano. Questo termine ricorda che la signoria di Dio non è per dominare, ma per donare. Il padre è colui che si prende cura, che indica la strada, di qui l’obbedienza, che non è la negazione della libertà, ma lo scrigno che la custodisce. Se Dio è Padre, l’uomo è «figlio» e la condizione di figlio non appartiene a una stagione della vita, ma a tutta la vita. L’uomo è sempre figlio, desideroso di essere amato, di avere un punto di riferimento, di avere qualcuno che lo accompagni. Al centro del «Padre nostro» c’è la domanda del pane: Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano. Il pane è l’elemento essenziale per la vita dell’uomo, simboleggia tutto ciò che è necessario al suo sostentamento. La formulazione della domanda del pane merita attenzione, perché esprime una visione del mondo capovolta rispetto al sentire comune. Chiedendo al Padre il pane, si riconosce la nostra «dipendenza» da lui. Il pane è nostro, frutto del nostro lavoro, e tuttavia lo si chiede al Padre come un dono. Chi recita il «Padre nostro» rifiuta di farsi padrone di sé stesso, delle proprie cose, del mondo. Accanto al senso della dipendenza, la richiesta esprime un vivo senso di «fraternità». La domanda è al plurale: il «nostro» pane. Si chiede il pane per tutti, non soltanto per sé stessi. Probabilmente noi il pane l’abbiamo, ma quanti sono nel mondo coloro che non ce l’hanno? Sono nostri fratelli, e
la preghiera di Gesù insegna a preoccuparci di loro. Ogni volta che si recita il Padre nostro, il pensiero dovrebbe correre alla parte meno fortunata del mondo. Se fosse così la mentalità del nostro mondo sazio e sciupone cambierebbe. Infine, dalla domanda del pane traspare un vivo senso di «sobrietà», si chiede al Padre il pane sufficiente per oggi, nulla di più. Nessun inutile affanno, nessuna spinta all’accumulo, nessuna ingordigia. Questa non è mortificazione, ma libertà: liberi dall’ossessione delle cose, dal troppo e dall’inutile, per far posto alle relazioni e alla condivisione. La bellezza delle cose non sta nell’accumularle, ma nel goderle insieme.

d.G.

Due occhi e un dente:
è questa l'amicizia con Gesù Cristo

Sulla parete Nord della chiesa di Ognissanti a Pellestrina c’è un dipinto che da piccolo mi ha sempre incuriosito. Non tanto per la Santa Lucia coi due occhi nel piattino ma per la sua compagna che non conoscevo: Sant’Apollonia.
Teneva in mano una pinza con quello che poi ho scoperto essere un dente.
Ricordo che all’inizio della sua storia mi ha turbato, come quella di molti altri santi martiri, ma poi man mano una strana quiete è scesa in me diventando grande e riguardando quel bel quadro.
Forse ho intuito che quei volti sereni, quei volti santi rivolti a Maria e Gesù sono così perché sono stati presi, afferrati, fino ai “denti”, fin dentro la fibra dei loro occhi, in un abbraccio così grande e vero da salvare anche ciò che noi consideriamo inutile, secondario.
Come a dire: non c’è vero amore che non faccia suo ogni piccolo frammento di noi, ogni dente, ogni sguardo. E in paradiso le anime dovranno pur sorridere no?


Ascensione del Signore

Ascensione del Signore

29 maggio 2022

GESU’ AL DI LA’ E AL DI QUA

Gesù sale al Padre con tutta la la ricchezza della sua vita umana e con l’offerta del suo sacrificio.
Inizia la sua nuova presenza nella Chiesa, con la potenza del suo Santo Spirito mandato a Pentecoste.
E’ il gran finale del Vangelo di Luca, e l’inizio degli Atti degli Apostoli.
Vivendo nella storia, ormai noi percorriamo con la nostra vita la via di Cristo, nella sua compagnia visibile nella Chiesa:
Camminiamo verso un compimento che è dato non solo dalle nostre umane imprese, ma dalla Sua Grazia che ci accompagna.

Conclusione del Fioretto  del mese di Maggio

Lunedì 30 concludiamo il Fioretto del mese di Maggio.
Con il gruppo di persone che è stato fedele a questo appuntamento
vogliamo lodare Maria e ringraziare il Signore per il dono di grazia ricevuto.

Martedì 31  la Parrocchia di Donada
celebra la festa titolare della Visitazione di Maria.
Alle 18,30 ci invita a partecipare alla celebrazione.

Incontro del
Consiglio Pastorale Parrocchiale

 Venerdì 3 giugno alle ore 21,
in Canonica si incontra
il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con il seguente odg:
– La vacanza a Lorenzago di
Cadore con i ragazzi
– Preparazione della festa
di San Bartolomeo.

 

* * *

 

Pellegrinaggio diocesano al Santo

 E’ previsto per mercoledì 8 giugno.
Con la vicina parrocchia di Scalon
si sta organizzando un pullman
con partenza alle 14,30
dalla Piazza della Chiesa.

Con l’inizio dell’estate ricordiamo
a tutti che, nonostante il caldo,
siamo invitati a presentarci in chiesa
con abiti che tengano conto
della sacralità del luogo.
Confidiamo nel buon senso di tutti.

Perché state a guardare il cielo?

Perché state a guardare il cielo?Gesù … verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo(At 1,11). Con queste parole, piene di nostalgia verso il cielo e che nello stesso tempo invitano al realismo e a darsi da fare qui sulla terra, si apre la solennità dell’Ascensione. Queste parole racchiudono un duplice invito: sono un richiamo al cielo, dove Cristo è asceso e siede alla destra di Dio, e sono un rimando alla nostra situazione di creature legate alla storia e alla pesantezza di ogni giorno. La ricerca delle cose di lassù non deve essere motivo di evasione dalle cose di quaggiù. Il «cielo» non è un alibi per il disimpegno, il desiderio della «Patria celeste» non smobilita le forze del cristiano, piuttosto le stimola. Nessun problema della chiesa o del mondo è estraneo al credente. Egli li assume tutti e vi apporta quel supplemento d’anima che solo il vangelo sa offrire, cosicché «ciò che è l’anima per il corpo, questo sono i cristiani per il mondo» (Lettera a Diogneto). Cercare le cose di lassù e non quelle della terra non significa essere persone con la testa fra le nuvole, ma significa leggere la realtà e illuminarla alla luce della fede. Un tratto essenziale del cristianesimo sta proprio nella sintesi tra l’assunzione generosa e responsabile degli impegni di quaggiù e la nostalgia della gloria di lassù.
L’ascensione inaugura un nuovo modo di presenza di Gesù che va cercato nei «segni» ecclesiali: la parola, i sacramenti. I discepoli dovranno innanzitutto fare riferimento alla parola di Dio: Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno. Gesù si riferisce alla parola raccolta nei libri dell’Antico Testamento, che aveva parlato di lui e del suo mistero pasquale. Ma si riferisce anche alla parola da lui proclamata lungo il suo ministero e che ora viene affidata alla mente e al cuore dei discepoli, per aiutarli a capire sempre più il significato della sua vita e della sua missione.
I discepoli, dopo che Gesù è salito al cielo, ritornano a Gerusalemme con grande gioia. Gesù non è più fisicamente tra loro, tuttavia ha promesso che sarà con loro per sempre. È questo il motivo della gioia cristiana: Cristo è con noi! È con noi nella sua Parola, con la quale continua a illuminare la nostra vita e le scelte di ogni giorno. È con noi nel suo Spirito, che abbiamo ricevuto nel battesimo, con il quale ci dona vigore e forza per vivere e agire come cristiani nel mondo. È con noi nell’Eucaristia, nella quale si offre a noi come cibo di vita eterna. Sorretti da questi segni viventi della presenza di Cristo, siamo messi in grado di affrontare con coraggio le nuove situazioni, le prove e le difficoltà che la vita di ogni giorno presenta.

d.G.

E’ più di una firma, è molto di più

Al Lunedì mattina dalle ore 9,00 alle ore 11,00
è disponibile una persona per un aiuto alla compilazione


Domenica II^ di Pasqua o della Divina Misericordia

Domenica II^ di Pasqua o della Divina Misericordia

24 Aprile 2022

INCONTRARE E CONOSCERE
ATTRAVERSO LE PERSONE

Gli apostoli riconoscono il Signore:
la fede nasce da un fatto guardato, riconosciuto, accolto.
La fede nasce dalla testimonianza di coloro che hanno visto e udito, come gli Apostoli verso Tommaso.
La grazia è un avvenimento che accade sotto i nostri occhi.
E’ una grazia presente, che si trasmette oggi nella Parola, nella comunità riunita, nel pane condiviso.
Una presenza che ci apre alla vigilanza per scoprire i segni della Sua presenza, e ci sospinge a testimoniarla.

Pace e ogni bene

Nel tempo pasquale desideriamo celebrare con voi l’Ufficio divino,
per gustare insieme ed entrare sempre più nella via nuova dello Spirito.

Ogni sabato sera alle 20,45

Le Sorelle Clarisse

Nel giorno della Divina Misericordia
celebriamo il Sacramento
della 1^ Confessione per:

Mantovani Benedetta
Dan Giovanni
Pedon Sofya
Maglito Ryan
Odoardi Francesco
Mescalchin Achille
Pozzati Mia
Ravazzolo Alessio
Cavallari Anna
Caverni Alessandro
Mazzocco Barbara
Zanellato Francesco
Curri Lavinia

“La Sorpresa”

Il film sulla vita del Beato Padre Marella

Giovedì 28 aprile ore 21
Cinema teatro don Bosco
Chioggia

Signore mio e Dio mio!

Il brano evangelico presenta il nascere della fede in Gesù e l’edificarsi della Chiesa dopo gli eventi pasquali. La sera di Pasqua, quando Gesù appare per la prima volta, Tommaso non è presente. Egli probabilmente aveva sentito più degli altri la delusione per la fine in croce di Gesù e, messo di fronte al fatto della risurrezione, non vuole credere, teme di dover provare altre frustrazioni. L’intenzione dell’evangelista è chiara: aiutare il lettore a capire che bisogna credere in Gesù anche senza avere la fortuna di vederlo; credere nella sua presenza invisibile ma reale nella vita della Chiesa; credere nell’azione liberante e salvante che continua a esercitare nella e attraverso la Chiesa.
L’apparizione, presente Tommaso, avviene «otto giorni dopo». Gesù si rivolge a Tommaso, riprende le parole che il discepolo dubbioso aveva detto otto giorni prima, e si mostra pronto a esaudire le richieste alle quali aveva condizionato il suo credere. Ma l’apostolo Tommaso, dinanzi a Gesù che entra a porte chiuse, che mostra di conoscere per filo e per segno tutte le sue pretese, non può far altro che aprire il cuore e la mente alla fede. Tommaso riconosce nel Gesù che gli è apparso il Gesù terreno, ma capisce anche che qualcosa è cambiato in lui e si rivolge a lui dicendo: Signore mio e Dio mio. Questa confessione di fede si ricollega all’affermazione iniziale del prologo: il Verbo era Dio (1,1) e si aggiunge alle tante altre che ricorrono nel quarto vangelo.
Gesù accetta la confessione di fede di Tommaso ma non si esime dal rimproverarlo. Si tratta però di un rimprovero formulato in vista della beatitudine successiva: Perché mi hai veduto, hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto. Con questa beatitudine l’evangelista volge lo sguardo ai cristiani del futuro che, pur non avendo la fortuna di Tommaso e degli altri discepoli, credono in lui. Questa beatitudine è scritta per noi ed è motivo di fiducia e speranza. Chi crede senza vedere è detto da Gesù «beato». Ogni domenica risuona anche per noi questa beatitudine della fede e ci invita a rendere sempre più viva a forte la nostra adesione a Gesù. Il nostro credere e sperare in lui non è un’illusione o un’alienazione, ha come fondamento colui al quale ognuno di noi può dire con verità: Signore mio e Dio mio!

d.G.

“Voi avete il fiuto della verità”

Lunedì 18, lunedì dell’Angelo, di buon mattino, siamo partiti per Roma. Eravamo in 42, 20 adulti e 22 ragazzi che si stanno preparando alla celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana.
Il Papa aveva espresso il desiderio di incontrare gli adolescenti italiani, e noi abbiamo accolto volentieri l’invito.
Tutto è stato un incanto,  le inevitabili difficoltà quasi non le abbiamo colte.
Blanco che doveva essere presente in piazza San Pietro per animare l’attesa del Papa, mandava in visibilio le nostre ragazze.
…ma il Papa, gli amici, l’esperienza vissuta han fatto sbiadire la presenza del cantante, tanto che al ritorno, in corriera, nessuno più si è ricordato di Blanco.
Siamo stati in compagnia di più di 70 mila ragazzi, abbiamo ascoltato il Papa che ci ha invitato ad usare il fiuto tipico dei ragazzi, abbiamo anche visitato, martedì 19, i monumenti più significativi di Roma, abbiamo concluso il nostro viaggio nella Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, e poi siamo tornati a casa.
Che cosa potevamo desiderare di più?

d.A.


Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

10 Aprile 2022

PASQUA 2022

La sua risurrezione non è una cosa dal passato;
contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo.
Dove sembra che tutto sia morto,
da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione.

Papa Francesco

Liturgia della Settimana Santa

Domenica delle Palme – 10 aprile –
Ore 9.00: Benedizione dell’Ulivo a Mea
Ore 10.30: Benedizione dell’Ulivo sul piazzale della Chiesa
San Bartolomeo, processione e Messa
Ore 11.00 Benedizione dell’Ulivo a Ca’ Cappellino

Giovedì Santo – 14 aprile

Ultima Cena del Signore
Ore 21.00: Celebrazione della Messa dell’ultima Cena e Lavanda dei piedi – San Bartolomeo

Venerdì Santo – 15 aprile –

Passione e morte del Signore
(giornata di digiuno e astinenza)

Ore 15.00: Celebrazione della Croce

Ore 20.45: Via Crucis lungo via Contarini, partendo dalle Clarisse. 

Sabato Santo  – 16 aprile –

Confessione per gli adulti:  ore 9.00-12.00 e 15.00-19.00

Grande Veglia Pasquale e Messa di Risurrezione

Ore 21.00  – San Bartolomeo –

DOMENICA DI PASQUA   – 17 aprile

Risurrezione del Signore

S.S. Messe:

Mea ore 9.00
San Bartolomeo ore 8,30, 10.30, 18.00
Ca’ Cappellino ore 11.00

Lunedì di Pasqua  – 18 aprile –

San Bartolomeo – SS. Messe ore 10.30 e 18.00

Adorazione Eucaristica
QUARANTORE

Lunedì 11 aprile

Ore 8,30:   S. Messa e recita delle Lodi
Ore 15.00: Esposizione del SS. Sacramento
c.so Risorgimento, Via N. Sauro,
Via degli Asfodeli,
via 1° maggio, Via Signoria.
Ore 16.00
via G. Marconi,  via N. Fregnan,
via R. Giuliani, via Collettore dx e sx,
via Zara, via Argine Po.
Ore 17.00
via Ca’ Pesara, via Rossini,
via Ca’ Contarini, via C. Battisti,
via Papa Giovanni XXIII.
Ore 18.00: S. Messa

Martedì 12 aprile

Ore 8,30 S. Messa e recita delle Lodi
Ore 15.00: Esposizione del SS. Sacramento
via Romea, via dei Salici, P.zza Matteotti,
via Contarini, via Carrer, via don Minzoni, via Morandi.
Ore 16.00
via Gorizia, Golena S. Antonio, via Trento,
via S. Pasquale, Villaggio Eridania.
Ore 17.00
Piazza Repubblica,, via Verdi,
via delle Risaie, via Campagna Vecchia.
Ore 18.00: Canto del Vespro

Ore 19.00
Conclusione delle Quarantore e celebrazione
del Sacramento della Confessione
con Assoluzione generale.

Mercoledì 13 aprile

Ore 18.00   S. Messa
 Ore 21.00 S.Messa del Crisma
in Cattedrale a Chioggia

Un sincero augurio
di Buona Pasqua
dai Sacerdoti e dalle Suore

CONSACRAZIONE
DI RUSSIA E UCRAINA A MARIA

La decisione di Papa Francesco di consacrare
al Cuore Immacolato di Maria la Russia e l’Ucraina, il 25 marzo u.s.,
ha una motivazione profonda, come ci spiega
Mons. Paolo Pezzi Vescovo di Mosca.

“ Nelle scorse settimane un amico mi ha ricordato come Bulgakov conclude il suo romanzo teatrale La guardia bianca: “Tutto passa [solo il presente resta]. Passano le sofferenze e i dolori, passano il sangue, la fame, la pestilenza. La spada sparirà, le stelle invece resteranno, e ci saranno, le stelle, anche quando dalla terra saranno scomparse le ombre persino dei nostri corpi e delle nostre opere. Non c’è uomo che non lo sappia. Ma perché allora non vogliamo rivolgere lo sguardo alle stelle? [ora, nel presente] Perché?”.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

La «domenica delle Palme» apre le celebrazioni della Settimana santa e ci invita a orientare il nostro sguardo sulla croce. Gesù duemila anni fa non ha subito la croce, non l’ha accettata sulle spalle con rassegnazione, non ha accettato di esservi appeso come conseguenza del fallimento della sua missione fra gli uomini. Gesù ha scelto la croce, ha accettato questa morte riservata ai delinquenti comuni, per farci toccare con mano la grandezza del suo amore per noi. Tutta la sua vita è stata una costante testimonianza di amore, un amore che ha trovato il suo vertice sulla croce: Non c’è amore più grande di colui che offre la vita per la persona che ama.
Quando guardiamo al Crocifisso che cosa vediamo? Quelle mani che hanno guarito tante persone sono fredde, non si muovono più; quella bocca che ha insegnato ad amare, perdonare e servire, che ha incoraggiato e sostenuto tante persone è chiusa, senza respiro; quel cuore che ha tanto amato è fermo e trapassato da una lancia. Gesù, che si è mostrato potente nei confronti delle forze della natura, che ha compiuto miracoli, che ha guarito tante persone, non ha fatto nulla per sé, è rimasto in agonia con le braccia aperte, quasi a voler abbracciare il mondo intero. Guardando il crocifisso, avvertiamo che in questo abbraccio universale che raggiunge tutti gli uomini e di tutti i tempi, ci siamo anche noi. Le braccia allargate di Gesù ci dicono: sei anche tu nell’abbraccio del mio amore, sei anche tu nell’abbraccio della mia misericordia che supera i tuoi limiti e i tuoi peccati. Sei anche tu nell’abbraccio di questo amore infinito e gratuito che niente e nessuno potrà mai interrompere.
Le croci che vanno e vengono, che camminano per le nostre strade e si infilano nelle nostre case, sono tante. Talvolta portano alla disperazione o al più alla rassegnazione. La croce di Gesù ci invita a vedere nelle nostre croci un qualcosa che il Signore permette per prepararci a qualcosa di più grande che non riusciamo ancora a scorgere. Gesù dalla croce invita ciascuno a mettere la sua croce in rapporto con la sua e a non disperare.

d.G.