XXIX^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXIX^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

20 ottobre 2024

UN BUON CAMMINO

Il Papa ha scritto ai nuovi cardinali invitandoli a farsi servi del popolo di Dio. Gesù ci ha preceduto dando la vita. Possiamo seguire il Vangelo ogni giorno, nella condizione in cui ci troviamo e negli ambienti in cui viviamo: un clima diverso da vivere in famiglia, nei luoghi di lavoro, in società. Ciascuna persona, ciascuna famiglia può compiere un gesto di solidarietà e di pace: è la novità del Vangelo per il mondo. Sosteniamo l’opera di chi vi si dedica, accanto a noi o in paesi lontani e diversi da noi.

Nelle varie Chiese di Porto Viro si trova ancora il fascicolo stampato
in occasione dell’avvio della Comunità Sinodale di Porto Viro;
sarà bene che ognuno lo possieda per i riferimenti ai sacerdoti e agli
orari delle celebrazioni in esso contenuti.
Sempre nelle Chiese di Porto Viro è esposto un manifesto con gli
orari e le località dove si celebra la S. Messa nei giorni feriali e in quelli festivi.

Su Nuova Scintilla di questa settimana invitiamo a leggere:
a pag. 4 gli articoli che riguardano la scomparsa di Sammy Basso e il suo testamento spirituale.
A pag. 9: Porto Viro: l’incontro con don Marco Pozza.
A pag. 10: Santi e Beati: Sacerdozio e santità.
A pag. 11: Porto Viro: l’ingresso dei due co-parroci.
A pag. 13: Speciale missione; tra riflessioni e testimonianze

Percorso di formazione
per catechisti
Centro Pastorale
“S. Bartolomeo”
Lunedì 21 ottobre 2024
dalle ore 18 alle ore 20
Laboratorio:
Dall’antica alla Nuova Alleanza:
“La Pasqua”

Domenica 27 ottobre 2024
ore 15,30

Mandato ai Catechisti
Madonna della Navicella

A Fornaci
sabato 26 ottobre
alle ore 9,45
i genitori dei bambini
dagli 1 ai 3 anni
incontrano lo psicologo
Giovanni Seghi
per un dialogo sull’educazione

Ottobre missionario
GIORNATA MISSIONARIA
MONDIALE
Domenica 20 ottobre
“Andate e invitate tutti”
Venerdì 18 ottobre
in preparazione alla
giornata mondiale missionaria
si terrà alle ore 21 nella Basilica
di San Giacomo a Chioggia la
Veglia Missionaria,
presieduta dal nostro Vescovo.

Che cos’è il Sinodo dei Vescovi?

Il Sinodo dei vescovi è un’istituzione permanente del Collegio episcopale
della Chiesa cattolica. Fu istituito da papa Paolo VI il 15 settembre
1965 in risposta al desiderio dei padri del Concilio Vaticano
II per mantenere viva l’esperienza dello stesso Concilio.
Il sinodo è un’assemblea dei rappresentanti dell’episcopato cattolico
che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo
della Chiesa universale.
Quali sono i temi del Sinodo 2024?
Obiettivo del Sinodo 2021-2024? Il tema di questo sinodo è la sinodalità.
L’obiettivo è quello di rafforzare e incoraggiare la partecipazione e la
voce di tutti i membri della Chiesa cattolica romana.

Dal messaggio del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle! Per la Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno ho tratto il tema dalla parabola evangelica del banchetto nuziale (cfr Mt 22,1-14). Dopo che gli invitati hanno rifiutato l’invito, il re, protagonista del racconto, dice ai suoi servi: «Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze» (v. 9). Riflettendo su questa parola-chiave, nel contesto della parabola e della vita di Gesù, possiamo mettere in luce alcuni aspetti importanti dell’evangelizzazione.
1. “Andate e invitate!”. La missione come instancabile andare e invitare alla festa del Signore
2. Al banchetto. La prospettiva escatologica ed eucaristica della missione di Cristo e della Chiesa
3. “Tutti”. La missione universale dei discepoli di Cristo e la Chiesa tutta sinodale-missionaria

Rivolgiamo infine lo sguardo a Maria, che ottenne da Gesù il primo miracolo proprio ad una festa di nozze, a Cana di Galilea (cfr Gv 2,1-12). Il Signore offrì agli sposi e a tutti gli invitati l’abbondanza del vino nuovo, segno anticipato del banchetto nuziale che Dio prepara per tutti alla fine dei tempi. Chiediamo ancora oggi la sua materna intercessione per la missione evangelizzatrice dei discepoli di Cristo. Con la gioia e la premura della nostra Madre, con la forza della tenerezza e dell’affetto (cfr Evangelii gaudium, 288), andiamo e portiamo a tutti l’invito del Re Salvatore. Santa Maria, Stella dell’evangelizzazione, prega per noi!
FRANCESCO


XXVII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXVII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

6 ottobre 2024

RITROVARE UNA VITA VERA

Questo Vangelo – insieme con il racconto della Genesi nella prima lettura – ci pone davanti agli occhi e al cuore l’immagine della famiglia, con l’amore fedele dei coniugi e la presenza dei figli. Domandiamo che questo diventi un seme di verità nel modo di considerare e di vivere la famiglia, il matrimonio, i figli. Quando ci allontaniamo dal Vangelo di Gesù e dall’opera del Dio creatore, perdiamo il senso dell’umano, dell’amore, della famiglia. Una mentalità nuova e scelte

Domenica 6 ottobre alle ore 15,30 in cattedrale
nel contesto di una celebrazione della Parola
il Vescovo
apre il nuovo anno pastorale
presentando
la sua lettera pastorale.

Anniversario
Don Sergio Bergamo
Sono passati 5 anni dal giorno
della morte di Don Sergio
Lunedì 7 ottobre alle ore 18.00
lo ricordiamo con
la Messa di suffragio

Giornata di preghiera e
digiuno per la pace
7 ottobre 2024
Secondo l’invito del Papa
e dei nostri Vescovi
alle ore 20,45 ci troviamo dalle
Clarisse per la recita del Rosario
Ottobre missionario

GIORNATA MISSIONARIA
MONDIALE
Domenica 20 ottobre
“Andate e invitate tutti”

Venerdì 18 ottobre
in preparazione alla giormata mondiale
missionaria si terrà alle ore 21,00
nella Basilica di San Giacomo a Chioggia
la Veglia Missionaria
presieduta dal nostro Vescovo.

L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto

Il libro della Genesi racconta l’origine della prima coppia umana. Presentando la creazione della donna dalla «costola» di Adamo, il racconto biblico intende mettere in luce che la donna non è un essere inferiore, ma ha la stessa natura e dignità dell’uomo. Il fatto che la costola sia vicina al cuore consente di trarre una conclusione profonda e consolante sul rapporto tra uomo e donna, e a questa idea allude anche un passo del Talmud: « Dio non ha creato la donna dalla testa dell’uomo perché lo comandasse, né dai suoi piedi perché ne fosse la schiava, ma dal fianco di lui per essere uguale, un po’ più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata», cioè: il rapporto tra uomo e donna non è di subordinazione, si tratta invece di un rapporto di amore e di collaborazione reciproca che deve durare per la vita (prima lettura).
Nella pagina evangelica, la domanda che i farisei pongono a Gesù possiede, oggi più che mai, una innegabile attualità: È lecito a un marito ripudiare la propria moglie? Gesù approfitta dell’opportunità che gli viene offerta per riaffermare in modo chiaro il progetto di Dio sulla coppia. L’uomo è fatto per la donna e la donna per l’uomo: sono due facce della stessa medaglia. Essi hanno scolpito in sé stessi, nella loro personalità, e in modo anche più chiaro e visibile nel corpo, il riferimento all’altro.
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto. Con questa affermazione Gesù riafferma con tutta la sua autorità la concezione del matrimonio come la si trova all’origine dell’umanità. Il suo diventa però anche un insegnamento nuovo: l’unione dell’uomo con la donna è un valore da conquistare, un obiettivo a cui tendere e per il quale occorre avere l’animo aperto e la disponibilità a mettersi alla scuola di Dio. Gli sposi cristiani sono chiamati a testimoniare che l’amore è possibile, che il superamento dell’individualismo, l’apertura agli altri, l’amore fedele senza pentimenti e ritrattazioni è possibile. Il matrimonio cristiano chiede alla coppia di diventare segno di un amore senza misura, chiede di amarsi come Cristo ha amato l’uomo e la Chiesa.

d.G

PROPOSTE E APPUNTAMENTI

MOSTRA su MADRE TERESA DI CALCUTTA
vita, spiritualità e messaggio
30 settembre – 8 ottobre
presso Teatro Oratorio Salesiano San Giusto
Orari mostra: mattino 9 – 12; pomeriggio 15 – 18

FESTA DELLA PATRONA
“SANTA MARIA MADRE DELLA CHIESA”
In preparazione:
Martedì’ 8 ottobre
Incontro con DON MARCO POZZA
Cappellano del carcere “Due Palazzi” di Padova,
Conduttore di alcuni programmi televisivi di formazione
Presso la Sala Eracle, ore 20,45
“CON LO SGUARDO RIVOLTO A MARIA”

Venerdì 11 ottobre
Chiesa di Scalon ore 18,30
CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
presieduta da Mons. Giampaolo Dianin
con avvio ufficiale della Comunità Cristiana Sinodale di Porto Viro

Domenica 20 ottobre
Il Centro Culturale “LUmana Avventura”
organizza un
PELLEGRINAGGIO A MILANO
sulla tomba di Don Luigi Giussani
Per iscrizioni: Elena 3452274780


XXVI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXVI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 settembre 2024

RIPARTIRE DAL BENE

Viviamo in un mondo ricco di doni e di promessa. L’altro è un bene; gli altri sono un bene, anche nella loro diversità. Spalanchiamo sguardo e cuore a riconoscerlo. Gesù ci sospinge e valorizzare il bene dovunque si trova! In questo modo, arriviamo apprezzare di più il dono della fede cristiana, con la grandezza della sua presenza e l’abbondanza delle sue opere. Smettiamo di sbandierare il male come fosse bene, e impariamo a ‘tagliare’ quello che è dannoso alla mente e al cuore, in noi e negli altri. Ricominciamo ogni giorno dagli spunti di bene che riscontriamo attorno a noi.

Convocazione Consigli Pastorali Parrocchiali di Porto Viro

Il nostro Vescovo,
in occasione dell’inizio della Comunità Sinodale di Porto Viro,
ha convocato
TUTTI I CONSIGLI PASTORALI DELLA CITTA’
il giorno 2 OTTOBRE ALLE ORE 20.45
presso le nostre Opere Parrocchiali!
Fissiamo tale data come momento fondamentale per la nostra storia
ecclesiale e cerchiamo di non mancare!!

Domenica 20 ottobre
Il Centro Culturale “LUmana Avventura
organizza
UN PELLEGRINAGGIO A MILANO
sulla tomba di Don Luigi Giussani
Per iscrizioni: Elena 3452274780

FESTA DELLA PATRONA
“SANTA MARIA MADRE DELLA CHIESA”
In preparazione:
Domenica 29 settembre:
PELLEGRINAGGIO ALLA
MADONNA DI MONTE BERICO

Martedì’ 8 ottobre
Incontro con
DON MARCO POZZA
Presso la Sala Eracle, ore 20,45
“CON LO SGUARDO
RIVOLTO A MARIA”

Venerdì 11 ottobre
Chiesa di Scalon ore 18,30
CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
presieduta da
Mons. Giampaolo Dianin

Percorso di formazione
per catechisti
Centro Pastorale
“S. Bartolomeo”

dalle ore 18 alle ore 20
30 settembre 2024
Arte e annuncio del Vangelo
21 ottobre 2024
Laboratorio:
Dall’antica alla
Nuova Alleanza “La Pasqua”
27 ottobre 2024
Mandato ai Catechisti ore 15,30
Madonna della Navicella

Domenica 6 ottobre
alle ore 15,30
in cattedrale, nel contesto
di una celebrazione della Parola,
il Vescovo aprirà il nuovo anno
pastorale presentando la sua
lettera pastorale.

Chi non è contro di noi è per noi

L’apostolo Giovanni giudica intollerabile che uno sconosciuto, estraneo al gruppo dei discepoli, cacci i demoni nel nome di Gesù. Il Maestro però respinge questo spirito di gelosia: Non glielo proibite chi non è contro di noi è per noi, e gli fa capire che la potenza del suo nome è al di sopra di tutti e opera in maniera misteriosa anche fuori del gruppo dei discepoli. In altre parole, il vero discepolo deve saper vedere e apprezzare il bene da qualunque parte venga. Esiste una parola usata spesso nel mondo ecclesiale: la parola «lontano». Chiamiamo «lontani» coloro che non si riconoscono nella comunità parrocchiale, coloro che sono in una linea diversa dalla nostra quanto alla fede e al modo di viverla. Questa pagina evangelica mette profondamente in crisi questa categoria. Certe persone che non conoscono il vangelo talvolta ne sono più vicine di altre che si vantano di conoscerlo, ma che con le loro infedeltà ne sono invece molto lontane. Il «lontano» che opera il bene ci interpella e ci provoca. La sua opera al servizio dell’uomo interroga la nostra religiosità a volte così sterile e incapace di produrre solidarietà.
Nella seconda parte del vangelo Gesù afferma che il male e lo scandalo può annidarsi anche all’interno stesso della comunità cristiana. I «piccoli» di cui parla Gesù non sono i bambini, ma i membri della comunità che hanno una fede ancora debole. Non scandalizzarli significa far sì che il nostro comportamento non sia di ostacolo alla crescita della loro fede, perché questo sarebbe molto grave: Meglio che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. In positivo «non scandalizzare» significa dare buona testimonianza, aiutare e sostenere la crescita del fratello. Le tre parti del corpo menzionate da Gesù, l’occhio, la mano e il piede, sono organi di relazione. Con gli occhi guardiamo e giudichiamo il fratello. Le nostre mani possono accoglierlo o chiudersi nel rifiuto. Il nostro piede può condurci al fratello o allontanarci da lui. L’ordine di tagliarli è ovviamente paradossale, va interpretato come invito ad agire secondo l’insegnamento di Gesù, a vivere il discepolato con il dovuto impegno. La comunità cristiana non solo non deve essere invidiosa del bene che il Signore opera al di fuori dei suoi confini, ma deve adoperarsi per essere segno visibile di che cosa significhi lasciarsi guidare da Cristo per ottenere mani, piedi e occhi nuovi.

d.G.


XXV^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXV^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 settembre 2024

UNA NUOVA PROSPETTIVA DI VITA

Seguire Gesù come Messia che dona la vita, apre una nuova prospettiva ogni giorno. In famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella vita sociale cambia la prospettiva: viviamo non per il nostro tornaconto e la nostra comodità, ma per una missione che il Signore ci affida. Siamo padri e madri, educatori e testimoni nell’ambiente in cui viviamo: testimoniamo la gioia di servire il Signore, liberi dalla pretesa di risultati e gratificazioni. La nostra ricompensa è l’amicizia del Signore Gesù.

Domenica 6 ottobre alle ore 15,30 in cattedrale, nel contesto di una celebrazione della Parola,
il Vescovo aprirà il nuovo anno pastorale presentando la sua lettera pastorale.
Dalla cena di domenica 13 ottobre al tardo pomeriggio di martedì 15
si svolgerà la due giorni di formazione del clero diocesano presso la casa
Don Paolo Chiavacci a Crespano del Grappa.

Le Parrocchie
di Porto Viro
vi invitano
nell’ambito dei festeggiamenti
della Patrona,
Maria Madre della Chiesa
a partecipare
a un pellegrinaggio presso
il Santuario di
MONTE BERICO (Vicenza)
domenica 29 settembre 2024.
Quota di iscrizione
€ 15.00 adulti
€ 5,00 i ragazzi.
Iscriversi in Parrocchia

Percorso di formazione
per catechisti
Centro Pastorale
“S. Bartolomeo”

dalle ore 18 alle ore 20
16 settembre 2024
La Creazione
30 settembre 2024
Arte e annuncio del Vangelo
21 ottobre 2024
Laboratorio:
Dall’antica alla
Nuova Alleanza “La Pasqua”
27 ottobre 2024
Mandato ai Catechisti ore 15,30
Madonna della Navicella

L’ARCIVESCOVO DI MILANO CI AIUTA
A GUARDARE DENTRO IL BUIO DELLA MORTE
DELLA FAMIGLIA DI PADERNO DUGNANO

Io mi immagino che accogliendo Lorenzo il Signore Dio gli abbia detto: perché sei qui, così giovane? Da dove vieni? Che cosa sono queste ferite? Che cosa è stato della tua vita? Io mi immagino che Lorenzo abbia
risposto: “Sono qui, a causa di mio fratello, il mio fratello grande, il mio fratello intelligente. È stato lui che ha interrotto il mio incubo notturno, mentre avevo l’impressione di essere inseguito da un mostro e mi sarei svegliato, penso, come al solito spaventato e rassicurato di essere ancora vivo. Ma in quella notte non mi sono svegliato, a causa di mio fratello, il mio fratello grande, il mio fratello intelligente”. E il Signore Dio ha chiesto a
Lorenzo: “Che cosa è stato della tua vita? Che cosa sarà della vita di tuo fratello, senza di te?” Io mi immagino che Lorenzo abbia risposto: “Ecco, la mia vita è stata un inizio, la mia vita è stata un sogno. Forse qualcuno dirà che la mia vita è stata un niente. Ma invece io voglio essere un inno alla vita, io voglio vivere, vivere in eterno e voglio cantare alla vita, alla sua bellezza, alle sue promesse. Io voglio cantare la vita, anche per quelli della mia età che vivono tristi, arrabbiati, pessimisti. Io voglio cantare la poesia della vita, degli amici, del diventare grande, del coltivare speranze. Mio fratello mi ha impedito di diventare grande e inseguire sogni, ma continuo a vivere in questa gloria della tua casa, Signore, e voglio cantare l’incanto dell’amore, lo stupore del pensiero, il coraggio della fatica. Come farà senza di me Riccardo, il mio fratello grande, il mio fratello intelligente? Ecco io voglio stargli vicino sempre, io voglio consolare le sue lacrime, voglio calmare i suoi spaventi, voglio sperare con lui e per lui. Ecco, sono vivo e voglio cantare la vita, perché sono qui con te, Signore Dio!”.
Io mi immagino che accogliendo Daniela il Signore Dio le abbia detto: “Perché sei qui, Daniela? Da dove vieni? Perché queste ferite?”. Mi immagino che Daniela abbia risposto: “È stato il mio figlio grande, il mio figlio primogenito, il figlio di cui sono orgogliosa. È stato lui a spaventarmi nella notte, è stato lui a ferirmi con l’orrore del sangue di Lorenzo e con il colpo che ha posto fine allo spavento e all’orrore. Per questo sono qui, Signore Dio, a causa del mio Riccardo”. E il Signore Dio ha chiesto a Daniela: “Che cosa è stato della tua vita? E adesso che cosa sarà della vita del tuo Riccardo senza di te?”. E Daniela ha risposto: “Signore Dio, che posso dire della mia vita? Ecco, posso dire del mistero, di quel buio impenetrabile in cui si accende una luce. Posso dire del mistero, di quella gioia sovrabbondante e indicibile in cui si accende una vita; di quell’enigma impenetrabile che diventano talvolta le persone che amiamo; di quelle parole incomprensibili che sconcertano e zittiscono. Posso dire del mistero: la mamma abita il mistero dell’amore, della vita, del generare e dell’accudire. La mamma abita il mistero e non sa come dire e non sa che cosa dire. La mamma abita il mistero ed è solo capace di amare. Come farà senza di me Riccardo, il mio figlio grande? La mamma mette al mondo e lascia partire i figli per la loro strada, ma io continuerò ad abitare il mistero, voglio ostinarmi a seminare una scintilla di luce, anche nel buio più cupo, voglio stare vicino a Riccardo per continuare a rassicurarlo di fronte al mistero, infatti nel mistero abiti tu, Signore Dio, e io sono con te!”. Mi immagino che quando il Signore Dio ha accolto Fabio gli abbia detto: “Come sei arrivato qui? Che cosa sono queste ferite?”. Mi immagino che Fabio abbia risposto: “È stato Riccardo, il mio figlio grande, quasi un uomo ormai. È stato Riccardo che mi ha teso un agguato nella notte dello spavento, e non ho potuto, non ho voluto difendermi, pur essendo forte non ho usato la forza, lo spettacolo era troppo assurdo, troppo sbagliato, troppo, troppo insanguinato. Ma poi subito la vista si è oscurata, l’assurdo è scomparso e sei apparso tu, Signore Dio”. E il Signore Dio ha chiesto a Fabio:
“Che cosa è stata la tua vita? E ora che cosa sarà di Riccardo, il tuo figlio che diventa uomo, senza di te?”. E Fabio ha risposto: “Riccardo, il mio figlio grande, quasi un uomo ormai, forse mi ha sentito come un peso, come un fastidio, come capita a tutti i figli che hanno momenti in cui sentono insopportabile il papà. Ma io ho parole da dire. Ecco: il papà è uomo di parola, è uomo che ha parole da dire, è uomo che aiuta i figli a trovare le parole per dire di sé, della loro inquietudine e della loro speranza. Il mio Riccardo non ha ancora imparato a esprimere in parole quello che dentro l’animo si agita, si aggroviglia, si raggela. Voglio stare vicino a Riccardo e aiutarlo a dire le parole giuste, a dare il nome giusto alla vita, anche al dolore, anche alla rabbia. La parola è già una medicina. Il papà, se ascolta la sua esperienza e ascolta la voce del Signore, sa la parola giusta, sa il discorso rassicurante, sa la parola che incoraggia, che corregge, che rimprovera, che perdona. Ecco: sono vivo presso di te, Signore, per avere una parola da dire al mio Riccardo, il mio figlio grande. Forse mi ascolterà, forse diventerà anche lui un uomo che conosce la parola della verità e la via della vita!”. Ecco: di fronte all’incomprensibile tragedia la parola del Signore ci aiuta a decifrare l’enigma e a raccogliere da Lorenzo, Daniela, Fabio il cantico della vita e della speranza giovane di un fratello, l’intensità dell’amore misterioso di una mamma e la responsabilità della parola vera di un papà.

La tragedia di PADERNO DUGNANO vista dalla parte del
cielo, da un altro punto di vista, quello di Dio.

Il primo sia il servitore di tutti

Il vangelo presenta il secondo annuncio della passione, e annota che mentre Gesù parla di sofferenza e morte, i discepoli sono invece preoccupati dei primi posti, del voler apparire. Alla domanda di Gesù circa l’argomento dei loro discorsi, i discepoli fanno scena muta, praticano una specie di resistenza passiva. Non intendono accettare l’idea di un Messia che giunge alla gloria attraverso l’umiliazione della croce. Gesù, però, conosce i loro pensieri e prende spunto per il suo insegnamento proprio dal tema della loro discussione: Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti. Gesù sottolinea che essi, proprio perché sono i primi, devono attenersi a questo insegnamento. L’istruzione di Gesù vale però per tutti i discepoli. Il «servizio» è l’unica via per divenire grandi agli occhi di Dio. E il «servizio» di cui Gesù parla non è quello dello schiavo, che fa le cose perché viene obbligato, ma quello di chi liberamente e senza costrizione è attento agli altri e si impegna ad aiutarli. Gesù parla di «servitore di tutti», cioè il criterio secondo il quale deve essere prestato il servizio è il bisogno del prossimo, non la simpatia o altre motivazioni più o meno «pelose».
Ricchezza, potenza e piacere: sono queste le cose che molti oggi come ieri pongono in cima alla scala dei valori, e per conseguirle sacrificano tutto il resto. Gesù rovescia questa scala di valori, e pone al vertice l’umiltà, la povertà, la croce. La grandezza cristiana consiste nel mettere sé stessi al servizio degli altri. La parola «servire» riassume tutta la vita di Gesù: Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. La vera grandezza, agli occhi di Dio, non deriva dalla riuscita materiale ma dalla misura in cui si mette la propria vita a servizio degli altri. Per la maggior parte delle persone però riuscire nella vita significa accumulare una fortuna, salire sul podio degli onori, raccogliere a piene mani le rose della vita. Contro questo modo di pensare, Gesù proclama che non esiste vera grandezza se non viene dal dono di sé, disinteressato e generoso, dal servizio verso gli altri, soprattutto dei più indifesi e disprezzati. È quindi necessario lottare contro l’orgoglio che è in noi, cacciare dal cuore il desiderio di metterci in mostra, frenare ogni egoismo, rigettare il desiderio eccessivo dei beni terreni accontentandoci di un tenore di vita modesto. Imparate da me che sono mite e umile di cuore (Mt 11,29).

d.G.


XXIV domenica del tempo ordinario

XXIV domenica del tempo ordinario

15 settembre 2024

Tu sei il Cristo

Alla fine dell’attività di Gesù in Galilea, l’evangelista Marco pone l’episodio della professione di fede di Pietro. La domanda circa la vera identità di Gesù, rimasta implicita in tutti gli insegnamenti e i fatti precedenti, viene ora rivolta direttamente ai discepoli. Essi riportano i pareri della gente (Giovanni Battista, Elia, uno dei profeti) e dalle risposte si capisce che, nonostante lo stupore e l’ammirazione per i poteri straordinari manifestati da Gesù, non è arrivata a riconoscerlo per quello che veramente è. Pietro invece esprime senza equivoci la sua convinzione: Tu sei il Cristo. A partire da questo momento, Gesù cerca di far capire ai discepoli che il suo messianismo deve passare attraverso la sofferenza e la croce. Ma Pietro non capisce, si scandalizza. Dopo averlo rimproverato Gesù prosegue dicendo: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Essere discepoli di Gesù significa seguire il suo stile di vita, fare le sue stesse scelte, accettare la logica del vangelo. Al termine della vita di Gesù ci fu la croce, che però era già una realtà a ogni passo, come conseguenza della decisione di scegliere la volontà di Dio. Prendere la croce, nelle affermazioni di Gesù, significa decidere di rimanere fedeli a lui, anche a costo di rimetterci ogni cosa, compresa la vita. La croce naturalmente non va cercata per sé stessa, non è frutto di autolesionismo, la croce è segno di un amore senza misura, e quindi di una vita non persa ma realizzata, segno della propria fedeltà a Cristo. Come Gesù ha salvato il mondo con il suo apparente fallimento sulla croce, così anche il discepolo ogni volta che sopporta sofferenza e annientamento per non cedere al compromesso, per essere fedele a Dio e al suo piano sul mondo, diventa causa di salvezza, manifestazione della potenza di Dio che salva per mezzo della croce. Ippolito di Roma scriveva: «L’albero della croce è il pilastro dell’universo e il nodo del mondo», ed è pure il pilastro e il nodo di ogni esistenza, anche se spesso è difficile accettarla.

Le Parrocchie
di Porto Viro
vi invitano
nell’ambito dei festeggiamenti
della Patrona,
Maria Madre della Chiesa
a partecipare
a un pellegrinaggio presso
il Santuario di
MONTE BERICO (Vicenza)
domenica 29 settembre 2024.
Quota di iscrizione
€ 15.00 adulti
€ 5,00 i ragazzi.
Iscriversi in Parrocchia

Percorso di formazione
per catechisti
Centro Pastorale
“S. Bartolomeo”

dalle ore 18 alle ore 20
16 settembre 2024
La Creazione
30 settembre 2024
Arte e annuncio del Vangelo
21 ottobre 2024
Laboratorio:
Dall’antica alla
Nuova Alleanza “La Pasqua”
27 ottobre 2024
Mandato ai Catechisti ore 15,30
Madonna della Navicella


XXIII domenica del tempo ordinario

XXIII domenica del tempo ordinario

8 settembre 2024

Fa udire i sordi e parlare i muti

L’episodio della guarigione di un sordomuto si inserisce nella cornice dei viaggi di Gesù in territorio pagano. Questa ambientazione geografica non ha solo un significato narrativo, ha anche lo scopo di mettere in luce che l’annuncio del vangelo è per tutti i popoli. In secondo luogo, la guarigione del sordomuto è un «segno» evidente che in Gesù si compiono le profezie messianiche (cfr. prima lettura) e diventa un invito rivolto ai discepoli a riflettere sulle parole e azioni del loro maestro.
Il sordomuto che viene portato a Gesù diventa il simbolo di una umanità chiusa alla voce di Dio, incapace di comunicare con lui. Le orecchie che si aprono diventano segno di disponibilità all’ascolto della Parola di Dio e alla fede che ne scaturisce. La lingua che si scioglie indica la capacità di parlare con Dio, di lodarne le meraviglie, di pregare. Al popolo di Israele era stato più volte rimproverato di essere sordo di fronte alla Parola di Dio. Per mettersi in ascolto della voce di Dio c’è un passo importante da compiere, e ce lo rivela il profeta Osea: Ti condurrò nel deserto, e parlerò al tuo cuore (2,16). Si tratta di creare in sé il «silenzio», che diventa capacità di ascolto della Parola. Ed è ciò che Gesù fa compiere al sordomuto allontanandolo dalla folla. Dio parla per primo, ma per ascoltarlo bisogna tacere. Un proverbio rabbinico dice: «Apri la bocca solo se sei sicuro che ciò che stai per dire è più bello del silenzio».
Quanti cristiani sono colpiti da sordità e mutismo, chiusi all’ascolto della parola di Dio, incapaci di professarla e di viverla! Tutti ne siamo più o meno colpiti. Siamo «sordi» perché prestiamo un ascolto distratto o nessun ascolto alla Parola di Dio, presi unicamente dai nostri interessi e dalle nostre preoccupazioni. Siamo «muti» perché le nostre labbra restano chiuse, quando invece dovrebbero aprirsi per ringraziare il Signore, per proclamare il suo amore e professare con coraggio la nostra fede. Dovremmo essere i portavoce del Signore di fronte ai fratelli e invece, per indifferenza o per paura, ce ne stiamo in silenzio. Il Signore pronunci anche su di noi il suo effatà, in modo che i nostri orecchi si aprano alla sua parola e la nostra lingua proclami le sue meraviglie.

Giampaolo Dianin
Vescovo di Chioggia

Chioggia, 31 agosto 2024

Ai fedeli
della Comunità Cristiana Sinodale
di Porto Viro
Cari fratelli e sorelle,
proprio ieri è terminata una due giorni che ho vissuto con tutti i preti che operano nelle parrocchie di Porto Viro. Un tempo per stare insieme, condividere la vita delle parrocchie, programmare, pensare al futuro e soprattutto pregare per tutti voi. Vi scrivo per parlarvi del cammino che abbiamo intrapreso in tutta la diocesi e che potrete conoscere in tutti i suoi aspetti nella Lettera Pastorale che sarà consegnata a tutte le parrocchie il prossimo ottobre.
Tutto parte dal forte invito di papa Francesco per una Chiesa missionaria che non si limiti a gestire l’esistente e a custodire le tradizioni, ma si apra a un nuovo annuncio del Vangelo, formi cristiani adulti nella fede e diventi significativa in una società che si allontana sempre più dalla vita cristiana.
Un po’ alla volta è maturata la volontà di fare il possibile per salvaguardare ciascuna parrocchia anche piccola, ma nello stesso tempo di rilanciare forme di collaborazione, scambio di risorse, cammini formativi condivisi, celebrazioni più ricche e significative.
Tutto questo non è legato solo alla forte diminuzione del clero e dei cristiani che frequentano le parrocchie, ma al desiderio di intraprendere un nuovo cammino di vita cristiana. Non vogliamo restare inerti di fronte alle sfide che ci attendono né vogliamo subire il futuro che sta dietro l’angolo, ma coglierlo
come una chiamata di Dio a ripensarci e rinnovarci; parte da qui il cammino pastorale che ci impegnerà nei prossimi anni.
Per quanto riguarda il clero, oggi riusciamo a coprire le necessità di tutte le piccole parrocchie e anche di alcune chiese amate dalla gente, ma nel giro di qualche anno saranno inevitabili dei tagli.
La realtà di Porto Viro, all’indomani della nascita di un unico comune, è lentamente cambiata a livello sociale e ha favorito la mobilità delle persone. Parrocchie che prima erano centrali si sono ritrovate alla periferia, l’oratorio salesiano è diventato sempre più centrale per tutta la città, le piccole parrocchie si sono sempre più impoverite di abitanti.
Anche per Porto Viro ci sono dei cambiamenti che provo brevemente a descrivervi, ma di cui potremo parlare con più tranquillità in qualche incontro che organizzeremo prossimamente.
1. Porto Viro diventa una delle 17 “Comunità cristiane sinodali” della nostra diocesi. Si Tratta di un passo ulteriore rispetto alle attuali unità pastorali. L’idea centrale è questa: nessuna delle attuali 8 parrocchie viene chiusa ma tutte entrano in un progetto pastorale condiviso.
2. Ciascuna parrocchia mantiene la propria identità e tutto quello che si può fare continua ad essere fatto purché sia all’altezza delle sfide di oggi che chiedono per i cristiani una formazione seria, celebrazioni significative, risorse di persone e di strutture condivise.
3. Porto Viro avrà due “co-parroci” – don Gianluca Brisotto e don Carlo Beorchia – di cui uno, don Gianluca, sarà il parroco moderatore e responsabile ultimo. Ci saranno altri presbiteri che diventano collaboratori: don Alfonso Boscolo, don Corrado Cester, don Vanni Ghion, don Gianantonio Trenti e don Gastone Boscolo.
4. Tutti i presbiteri lavoreranno in equipe: si incontreranno settimanalmente e programmeranno la vita dell’intera Comunità cristiana sinodale. Dell’equipe faranno parte anche le due
comunità religiose: le suore Figlie di Maria Ausiliatrice e le Ancelle parrocchiali dello Spirito Santo.
5. Pur lavorando insieme e potendosi interscambiare, ciascun presbitero seguirà in modo particolare una parrocchia e sarà il diretto riferimento per i cristiani di quella parrocchia. In particolare:
– don Gianluca e don Carlo cureranno le parrocchie di Donada e Fornaci;
– don Gianantonio la parrocchia di Taglio di Donada;
– don Alfonso la parrocchia di San Bartolomeo;
– don Corrado la parrocchia di Scalon e le parrocchie di Porto Levante, Ca’ Cappello e Ca’ Cappellino con l’aiuto degli altri presbiteri.
– don Vanni, assieme a suor Marcella, seguirà in particolare la realtà dell’oratorio salesiano.
6. I presbiteri, le suore e alcuni laici avranno ciascuno la responsabilità di un ambito della vita pastorale coordinando la rispettiva equipe: la catechesi, la liturgia, la carità, i malati e l’ospedale, i giovani, gli adulti e le famiglie …
7. Verrà costituito un unico Consiglio pastorale della Comunità cristiana sinodale che per ora unirà i vari Consigli pastorali in attesa che vengano rinnovati tutti i Consigli pastorali secondo le indicazioni della diocesi. I Consigli per gli affari economici resteranno distinti per ciascuna parrocchia.
8. Le Messe continueranno ad esserci in tutte le parrocchie, ma verranno ripensati gli orari in modo da venire il più possibile incontro alle esigenze delle persone che se non possono in quell’orario partecipare nella propria parrocchia lo possono fare in un’altra.
9. L’oratorio diventa, come di fatto già succede, risorsa di tutta la città senza che questo debba azzerare iniziative e attività di ciascuna parrocchia.
10. Per mettere in evidenza il cammino comune ci sarà un unico foglietto parrocchiale settimanale che conterrà le iniziative e proposte di tutte le parrocchie e gli orari delle Messe.
Quanto descritto, a grandi linee, è solo l’aspetto esteriore; quello che ci sta a cuore e per cui vorremmo lavorare è un nuovo avvio delle proposte formative, la qualità delle celebrazioni, un servizio qualificato ai più poveri. Gesù ci ricorda che servono “otri nuovi” per custodire e far fermentare il Vangelo, un “vino sempre nuovo”. Questo ci sta a cuore prima di tutto: che il Vangelo sia il centro delle nostre parrocchie, che nelle nostre comunità sia possibile incontrare Cristo, celebrare i misteri della nostra fede e nutrire la nostra testimonianza nel mondo.
Sono consapevole che i cambiamenti sono sempre difficili e possono creare disorientamento, ma confido che tutti possiate accogliere questo nuovo percorso che si apre ed entrarci col cuore e col desiderio di mettersi in gioco per far crescere la propria fede e l’appartenenza alla Chiesa. Credo che la fatica più grande, che papa Francesco richiama spesso, possa essere quella di barricarsi attorno al proprio campanile o difendersi dicendo: «Noi abbiamo sempre fatto così».
L’inizio ufficiale della Comunità cristiana sinodale di Porto Viro è fissato per l’11 ottobre, festa di Maria Madre della Chiesa, patrona di Porto Viro.
Offro al Signore e a Maria madre della Chiesa la Comunità cristiana sinodale di Porto Viro; ringrazio i presbiteri che hanno abbracciato questo progetto pieni di speranza per un rinnovato cammino cristiano ed ecclesiale e benedico tutti voi.
+ Giampaolo Dianin
Vescovo di Chioggia

Le Parrocchie
di Porto Viro
vi invitano
nell’ambito dei festeggiamenti
della Patrona,
Maria Madre della Chiesa
a partecipare
a un pellegrinaggio presso
il Santuario di
MONTE BERICO (Vicenza)
domenica 29 settembre 2024.
Quota di iscrizione
€ 15.00 adulti
€ 5,00 i ragazzi.
Iscriversi in Parrocchia

Percorso di formazione
per catechisti
Centro Pastorale
“S. Bartolomeo”

dalle ore 18 alle ore 20
16 settembre 2024
La Creazione
30 settembre 2024
Arte e annuncio del Vangelo
21 ottobre 2024
Laboratorio:
Dall’antica alla
Nuova Alleanza “La Pasqua”
27 ottobre 2024
Mandato ai Catechisti ore 15,30
Madonna della Navicella


22 domenica del tempo ordinario

XXII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

1 Settembre 2024

Il cuore delluomo

Il vangelo è un’antologia di versetti tratti dal capitolo settimo di Marco e ha un sapore fortemente polemico. Gesù si scontra con scribi e farisei a proposito delle loro tradizioni (= tradizione degli antichi). Secondo Gesù le tradizioni degli uomini sono valide solo se conformi alla volontà di Dio, solo se aiutano a conoscere e amare Dio. Che cosa è da ritenere veramente volontà di Dio? A chi e a che cosa dobbiamo obbedire? Il tema del discernimento è importante perché ogni volta che ci poniamo di fronte al Vangelo non possiamo mai abdicare alla nostra intelligenza e alla volontà di cercare di capire che cosa effettivamente Dio vuole da noi.
Nella seconda parte del vangelo Gesù afferma che il male non è esterno all’uomo, ma proviene dal di dentro, dal cuore dell’uomo. Il cuore – che nel mondo semita è la sede delle decisioni e delle scelte della persona – è il luogo dove viene generato il bene e il male. Ciò che è esterno all’uomo non lo tocca (cibi, riti, tradizioni), è dal di dentro dell’uomo che parte la malvagità, l’inganno, l’invidia, la calunnia, la superbia, e sono queste le cose che rompono la relazione con Dio. È su questo che occorre vigilare. «Una volta che tu abbia purificato ciò che sta nell’interno, hai purificato anche l’esterno. Se l’acqua scorre intorpidita è inutile pensare di ripulire la cisterna; se l’acqua alla sorgente esce fangosa non gioverà a nulla aver pulito le vasche, visto che il difetto è nella sorgente. Sei tu che devi purificarti per primo se vuoi che da te scorra tutto ciò che è puro. Il tuo cuore è la sorgente da cui scaturiscono i tuoi pensieri. Dal cuore o sgorga l’acqua torbida del male, o sgorga l’acqua limpida dell’amore di Dio e del prossimo» (Ambrogio, Com­mento al Salmo 117).
C’è sempre il rischio di polverizzare la legge di Dio in una serie di precetti e di seppellirla sotto una casistica da azzeccagarbugli. Per far sì che le espressioni religiose dell’uomo non si riducano a formalità ipocrita e soffocante è necessario riconoscere il primato della Parola di Dio. Gesù di­stingue tra ciò che sta veramente nella Scrittura e le pratiche aggiunte dalla «pietà» farisaica. Questo principio vale anche per noi, anche la comunità cristiana deve sempre tornare alla fonte viva della Parola di Dio che rimane il criterio ultimo di giudizio dell’agire del discepolo di Gesù.


XXI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

25 agosto 2024

Signore, da chi andremo?

Il vangelo chiude il «discorso sul pane di vita» originato dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Come in ogni conclusione si tirano le somme e si fa un bilancio. Gesù parla con le persone che lo hanno seguito più da vicino. Tutti sono chiamati a sfamarsi e a saziarsi di Gesù «pane di vita», ma non a tutti è dato di comprendere il mistero di questo cibo che dà la vita ed è capace di donare la risurrezione nell’ultimo giorno. Vengono messe in luce le due reazioni di fronte alla proposta del vangelo: rifiuto o accoglienza. Il seguire Gesù può stancare e diventare incomprensibile e allora ci si tira indietro; oppure, chiede di rilanciare la fiducia in lui aprendosi alla novità dello Spirito che dà la vita.
Dopo che una parte dei discepoli lo ha abbandonato, Gesù chiede ai Dodici se vogliono andarsene pure loro. Pietro risponde: Da chi dovremmo andare? Da nessuna parte abbiamo trovato quello che sperimentiamo con te. Non abbiamo incontrato nessuno che sia come te, solo tu hai parole piene di spirito e vita. Gesù non nutre le persone con parole vuote, le nutre letteralmente con sé stesso, si lascia consumare “per e da” loro, e diventa così vero cibo, pane vivo. Perciò può promettere: Chi verrà a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.
Tante parole si riversano giorno dopo giorno su di noi. Chi ascoltare? Chi seguire, di chi possiamo fidarci? Pietro suggerisce la risposta: Signore, tu hai parole di vita eterna. È questa la risposta che il Signore si attende da ciascuno di noi. Fidiamoci di Gesù e di ciò che la Chiesa proclama, anche se le parole di vita eterna – come dice Pietro – non le comprendiamo immediatamente. Il cammino che Gesù propone non è facile, ci offre qualcosa che talvolta facciamo fatica a masticare, ma è un cammino che nutre e dà Vita.

FESTA DEL PATRONO 2024

La Comunità intera si dispone a
celebrare la Solennità di
San Bartolomeo apostolo

Venerdì 23 agosto ore 21,00
In Chiesa
Serata di musica e preghiera

Sabato 24 agosto ore 18,00
Solenne celebrazione
presieduta
dal nostro Vescovo
e processione lungo Via Contarini


XIX^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XIX^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 AGOSTO 2024

UNA PRESENZA CHE FA VIVERE

Gesù, l’uomo di Nazaret, è il Figlio inviato dal Padre nella terra degli uomini. Egli, che ha vissuto pochi anni tra noi, rimane come pane nell’Eucaristia:
segno piccolo e grandioso, attorno al quale sono cresciute le cattedrali e le nostre chiese, e si alimenta e rinnova la vita dei cristiani e delle comunità. Gesù ci raggiunge in una realtà concreta: non appena attraverso gli schermi tv ma con un cibo da mangiare e una casa-chiesa da abitare. Nell’Eucaristia ci stringiamo a Lui e ai fratelli, nelle nostre comunità e nei luoghi di vacanza.

FESTA DEL PATRONO 2024

La Comunità intera si dispone a
celebrare la Solennità di
San Bartolomeo apostolo

Venerdì 23 agosto ore 21,00
In Chiesa
Serata di musica e preghiera

Sabato 24 agosto ore 18,00
Solenne celebrazione
presieduta
dal nostro Vescovo
e processione lungo Via Contarini

GIOVEDÌ 15 AGOSTO 2024
ASSUNZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA

Calendario
Domenica 11agosto
Santa Chiara d’Assisi
Il Vescovo celebra alle 7,30
presso il monastero
delle Clarisse

Mecoledì 14 agosto
San Massimiliano Kolbe
Muore nel campo di concentramento
di Auschwitz

Giovedì 15 agosto
Assunzione della
Beata Vergine Maria
Orario festivo delle S.S. Messe

Venerdì 16 agosto
San Rocco

Gesù, pane vivo disceso dal cielo

Il popolo ebraico attendeva il Messia come re potente, faticava a entrare nella porta stretta di un uomo umile e semplice come Gesù. Come fa a dire di discendere dal cielo, se conosciamo i suoi genitori? Gesù da’ la motivazione di questa loro chiusura di fronte al mistero della sua persona: solo chi è attratto dal Padre può credere al suo inviato. Questa attrazione il Padre la esercita attraverso un’azione interiore, alla quale l’uomo deve rendersi disponibile mediante l’ascolto della sua parola. Dio non attira costringendo ma con l’amore.
La manna non c’è più, ora c’è Gesù Cristo: Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. L’atteggiamento richiesto è il «mangiare», che dice la necessità di assimilare, di far propria l’offerta di Gesù. Il fatto che il discepolato sia definito come un «mangiare» suggerisce, proprio per il realismo della immagine, la necessità che il mistero del Figlio prenda corpo in noi, nella nostra storia. In tempi di «anoressia» spirituale, forse fa bene lasciarci provocare dal vangelo che ci chiede di mangiare un cibo buono per avere la vita.
Il pane è importante per l’uomo, e proprio per questo Gesù paragona sé stesso al pane. Come l’uomo non può vivere senza pane, così il cristiano non può vivere senza Cristo. Gesù, pane della vita, vuole essere profondamente unito all’uomo, entrare nella sua vita e nei suoi problemi: Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Il senso di queste parole è: accoglimi nella tua vita, accogli il mio messaggio. Fa’ tuo il mio modo di essere e pensare. Lasciati coinvolgere nella mia vita, nella mia azione, nel mio modo di vedere e pensare gli uomini e il mondo. Non stancarti di fare spazio al vangelo, e se farai questo vivrai.


XVIII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XVIII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 agosto 2024

L’ESPERIENZA DEL BENE PIU’ GRANDE

Come la gente del Vangelo, cerchiamo Gesù perché risponda ai nostri bisogni immediati, come il cibo di ogni giorno. Attraverso tutti i doni del Signore, che cosa risponde al nostro desiderio di felicità, alla nostra domanda di senso, al bene vero di tutti gli uomini nel mondo? Tutti i beni che possiamo possedere non colmano il nostro bisogno, non danno pace al cuore e non mettono pace tra le persone: ‘Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete’. Impariamo dalla vita dei santi, come Sant’Alfonso e il Santo Curato d’Ars, e tante persone semplici e vere.

MONASTERO CUORE
IMMACOLATO di MARIA

I Giovedì di santa Chiara
anno 2024

la preghiera in Santa Chiara
8 Agosto
Poni la tua mente nello
specchio dell’eternità

Calendario
Domenica 4 agosto
San Giovanni Maria Vianney
Santo Curato d’Ars
Festa della Madonna
dell’Apparizione – Pellestrina

Martedì 6 agosto
Trasfigurazione del Signore

Giovedì 8 agosto
San Domenico

Venerdì 9 agosto
Santa Teresa Benedetta della Croce
(Edith Stein) patrona d’Europa

Sabato 10 agosto
San Lorenzo

FESTA DEL PATRONO 2024

La Comunità intera si dispone a celebrare la Solennità di
San Bartolomeo apostolo

Venerdì 23 agosto ore 21
In Chiesa
Serata di musica e preghiera

Sabato 24 agosto ore 18

Solenne celebrazione presieduta dal nostro Vescovo
e processione
lungo Via Contarini

Gesù pane della vita

Il lungo discorso sul «pane della vita» si apre descrivendo la folla che va alla ricerca di Gesù. Il verbo «cercare» nel quarto vangelo esprime l’atteggiamento del vero discepolo di Gesù (cfr. 1,38: Che cosa cercate?). La ricerca di Gesù, però, può essere orientata male. Gesù, infatti, ri-orienta la ricerca della gente. Il significato del brano evangelico sta proprio qui: trasformare la domanda della gente per fare emergere la domanda vera.
I passi che la folla deve compiere per conoscere chi è veramente Gesù sono tre. Prima di tutto deve purificare il proprio desiderio. Gesù non condanna la ricerca del pane quotidiano, condanna il fatto che la gente non ha colto nella moltiplicazione dei pani il segno che doveva metterla in cammino verso qualcosa di più vitale e importante. L’uomo è pieno di desideri, sempre rivolti a persone o a oggetti concreti, particolari: desiderio di cibo, affetto, salute e così via; ma se approfondisce il senso di questi desideri, si accorge che sono segno di un desiderio più profondo: essi orientano verso l’Assoluto, verso Dio, il solo pane che sazia il desiderio dell’uomo. In secondo luogo, Gesù indica nella fede il giusto atteggiamento verso Dio. L’ebreo del tempo di Gesù, e in genere l’uomo religioso, è abituato a pensare che il rapporto con Dio passi attraverso alcune «opere» che si devono compiere per essergli fedeli. Ed ecco la domanda: Che cosa dobbiamo fare per compere le opere di Dio? Gesù risponde: credere in colui che Egli ha mandato, tutto deve essere orientato verso quest’unica «opera». Il termine greco per dire «opera» (ergon) significa anche «fatica», «lavoro», ed esprime il carattere impegnativo della fede, di questo affidarsi a Dio. Il terzo passo è riconoscere che il Dio che ha donato la manna nel deserto, ora dona il pane dal cielo, il pane vero.
Alla richiesta della gente di avere questo pane dal cielo Gesù risponde: Io sono il pane della vita. È lui l’opera di Dio, è lui il pane che va accolto con fede perché è il termine ultimo del desiderio di vita dell’uomo. Gesù, apparentemente, non ha risposto alla folla che gli ha chiesto un segno, ma in realtà è lui stesso «il segno», un segno che si può cogliere solo aprendosi alla fede in lui.

d.G.